Junkfood & Enrico Gabrielli: Italian Masters

Enrico Gabrielli e i Junkfood si confrontano con gli Italian Masters con sonorità che richiamano sfondi psichedelici, jazz, rock ed elettronici
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Junkfood & Enrico Gabrielli

Italian Masters

(Cinedelic Records)

electro rock, psichedelìa

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JunkfoodTutto iniziò in occasione del Festival HalloBigallo nel 2014 dedicato alla figura di Piero Umiliani e che fece incontrare il compositore, polistrumentista e produttore Enrico Gabrielli e gli eclettici romagnoli Junkfood. I cinque si cimentano nell’omaggio ad Umiliani e, presi dall’entusiasmo per quelle esperienza, decisero di dar vita ad un unico progetto dedicato a tre grandi maestri italiani di colonne sonore: Ennio Morricone, Armando Trovajoli e per l’appunto Umiliani.

Italian Masters, questo il nome del lavoro, è un insieme di tre differenti storie musicali (e non), tre piccole monografie riunite in un unico vinile per la Cinedelic Records pubblicato lo scorso 27 ottobre.

In generale i nove brani vengono rivisitati e in un certo senso stravolti da sonorità che richiamano sfondi psichedelici, jazz, rock ed elettronici. Si possono quindi trovare suoni ipnotici ed accattivanti come per esempio in Il silenzio nel caos di Morricone (da L’uccello dalle piume di cristallo) o Conflitti di Umiliani (da Problemi d’oggi) ma anche qualcosa di più tranquillo e trasportante come può essere The body di Umiliani (da Il Corpo) e C’eravamo tanto amati di Trovajoli (da C’eravamo tanto amati).

La grande capacità di questo lavoro consiste nel fatto che, nonostante le nette sperimentazioni delle tracce, le musiche sono comunque in grado di far viaggiare senza snaturare quello che può essere il ricordo dell’originale.

Il confronto poi con i tre grandi viene assolutamente risolto a favore dell’inedito quintetto, in gradi di riunire insieme tre differenti autori e nove lavori, compattandoli in unico personalissimo sound, come se chi ascoltasse stesse facendo un unico cammino senza bruschi cambiamenti.

 

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Massimo Garofalo
Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock. Parola d'ordine: curiosità. Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)
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