Jumping the Shark: Amami

In Amami il duo pesarese Jumping the Shark propone un pop-rock potente con accenti vintage: un sound internazionale interamente made in Italy
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Jumping the Shark

Amami

(Bananophono Records)

pop, rock

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Jumping the Shark- AmamiLeonardo Antinori e Tommaso Tarsi sono le menti (e le braccia) dietro il progetto Jumping the Shark. Il duo, nato nel 2013, è al suo secondo album in studio. Amami rappresenta l’evoluzione della loro musica: l’apertura verso sonorità più orecchiabili, una maggiore maturità a livello compositivo e di arrangiamenti e quella aggressività adolescenziale degli esordi che trova una forma espressiva più consapevole.

I Jumping the Shark mettono subito in chiaro che Amami è un disco legato agli ascolti che li hanno influenzati durante la fase di produzione: “…Like Clockwork” dei Queens of the Stone Age e “AM” degli Arctic Monkeys. Come a dire: se ci sentite dei richiami, sappiate che la cosa è voluta. Un omaggio, quindi, ammantato di personalità, che combina due mondi in apparenza lontani in un pop-rock ambizioso cantato rigorosamente in italiano.

I brani, vari e ritmati, vanno dal rock più spinto di Dimmi quando verrai e Impulso, nei quali la sezione ritmica sembra “correre dietro” alla chitarra, al pop retrò made in Britain di Vera show ed Elena. Dopo gli otto minuti di Love me in Pesaro, nei quali il duo si concede una lunga coda musicale, la conclusione è affidata a Scomparire, traccia che si discosta fortemente dalle altre per proporre un assaggio di elettronica minimal, sulla quale la voce entra di prepotenza lasciando il segno.

La dicotomia tra il titolo dell’album, Amami, e la copertina sulla quale campeggiano coltelli affilati mi ha ricordato un altro album italiano di qualche anno fa, “I milanesi ammazzano il sabato”. Come per il lavoro degli Afterhours, anche i Jumping the Shark sviscerano storia di “quotidiana e macabra felicità” con sottile ironia e distaccata lucidità, dando vita un sound che nasce dalla contaminazione di generi, concetto che all’estero non è di certo una novità, ma che qui da noi stenta ancora a decollare.

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Simona Fusetta
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