John Qualcosa: la recensione di Sopravvivere agli amanti

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John Qualcosa

Sopravvivere agli amanti

pop

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John Qualcosa Sopravvivere agli amanti recensioneI John Qualcosa non sono altro che il duo artistico formato da AmbraMarie e il chitarrista Raffaele D’Abrusco, che ha autoprodotto Sopravvivere agli Amanti, disco con arrangiamenti curati e con sonorità tenui e pop composto da nove canzoni minimali e d’atmosfera.

Il nome è venuto fuori scherzosamente a chi chiedeva alla cantante bergamasca chi fosse il suo accompagnatore sul palco, ma poi dallo scherzo è nata l’idea di lavorare assieme a questo progetto.

La title track inizia con una ritmica drammatica e cupa, una canzone d’atmosfera che fa da preambolo ad un altro pezzo acustico dall’andamento lento e malinconico, 15 Million Merits. Se vogliamo trovare delle influenze possiamo pensare a Damien Rice mescolato a Niccolò Fabi, con alcune sperimentazioni sonore alla Beirut, e un occhio alla world music.

I John Qualcosa raccontano di Questioni Irrisolte, giornate senza pace e piene di rimpianti, di tempo sprecato, di sogni ad occhi aperti su cieli viola, di storie d’amore tra un ladro e una strega, di viaggi ad Amsterdam che ci penetrano nel cuore, e di vite contornate da mielosi sentimenti che ci rendono esposti e che ci possono ferire. Una canzone dei Doors è un brano di voce e chitarra che ci porta indietro nel tempo e in un periodo in cui ci si sentiva felici mentre la voce di Jim Morrison usciva dalle casse, lasciando aleggiare il ricordo attraverso soluzioni strumentali lievi.

Ad aiutare il duo c’è anche alla batteria e percussioni Filippo Cornaglia, che ha lavorato con Niccolò Fabi, mentre Mattia Degli Agosti è ospite in La mia Amsterdam.

In generale Sopravvivere agli Amanti è un disco dalle sonorità plumbee, ricco di atmosfere, lirismo, pianoforti, violini e campionatori, delicato, da vivere con le emozioni.



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