Foals
Holy Fire
(Cd, Warner)
indie rock
_______________
Prodotti dal prezzemolino Flood, tornano i Foals col nuovo di zecca Holy Fire.
Molte cose sono cambiate da Antidotes (2008): oggi i britannici sono attesi come una delle uscite di punta per gli indie-rockers di tutto il mondo e, dopo aver calcato i palchi dei festival di tutto il mondo, i “nostri” non possono non tener conto dell’impatto live delle loro nuove composizioni. E non un live da club, ma un live da stadio. Ed ecco spiegato l’intervento proprio di Flood alla produzione (per i più distratti, al banco mixer con Depeche Mode, U2, Lucio Battisti, Nick Cave, Nine Inch Nails, Smashing Pumpkins, The Killers e Sigur Rós, tra gli altri).
Per ritrovare i Foals sbarazzini, cazzeggioni e dance-punk-funk (quelli scopiazzati dai Breton) bisogna aspettare la terza traccia, My Number, che arriva dopo un epico e strumentale Prelude e (già!) l’inno da stadio Inhaler.
Strada facendo troviamo di tutto: atmosfere alla Mumford & Son, echi dei Cure epoca Wish, soluzioni già trovate dagli Everything Everything, vocalismi alla Coldplay, echi wave edulcorati alla Interpol.
Davvero troppo poco per i Foals che – colpa e merito loro – ci avevano abituato a ben altri livelli di originalità e divertimento, che pure qui non manca, ma è troppo spesso di seconda mano.
Gli ultimi articoli di Garofalo Massimo
- La Jungle: recensione di An Order Of Things - April 27th, 2026
- Brando Madonia: recensione di Arrivederci Paranoia - April 19th, 2026
- Richard Barbieri: recensione di Hauntings - April 15th, 2026
- deary: recensione di Birding - April 10th, 2026
- Monolithe Noir: recensione di La Foi gelée - April 2nd, 2026
