Daddy Was a Driver
s/t
(Cd, Zip Records)
country, rock
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Ecco dov’erano finiti i DeSoto, si sono trasformati dalle loro ceneri, diventando i Daddy Was a Driver.
Il loro disco omonimo è un atto d’amore a tutta la tradizione country-rock, a quell’immaginario western passato al microscopio negli anni ’60 di Neil Young.
Craig Schumacher è stato chiamato al banco mixer, scelta davvero coerente col progetto Daddy Was a Driver, dato che ha già lavorato – tra gli altri, con Calexico e Giant Sand.
Al di là della felice scelta produttiva, complice di un’ottima registrazione, i Daddy Was a Driver sanno maneggiare i loro strumenti e la composizione con una facilità e disinvoltura sconcertante. Il loro disco non è semplicemente piacevole, ma addirittura in grado di far innamorare del country-rock anche chi parte con i più (ri)triti preconcetti.
Ubriachi da saloon, pianisti che non vogliono essere sparati, donnacce d’altri tempi, panorami brulli e sconfinati, cavalli, sudore e polvere: è il lontano west, è l’immaginario richiamato dai Daddy Was a Driver. Per loro gli spaghetti-western e Ennio Morricone non sono mai esistiti. E per stavolta va bene così.
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