C + C = Maxigross: Deserto

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C + C = Maxigross

Deserto

(Trovarobato)

alt-folk acustico psichedelico, new wave tribale

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recensione C + C = Maxigross- DesertoIl deserto, che sia caldo o freddo, è da sempre metafora psichedelica e letteraria di abbandono e solitudine. Deserto è il titolo del nuovo album dei veneti C + C = Maxigross, a quattro anni di distanza dall’LP Fluttarn e due dall’Ep Nuova Speranza.

L’idea della copertina è una riproduzione della famosa Testa di Tigre di Antonio Ligabue, concessa dalla fondazione Franco Maria Ricci.

I C + C = Maxigross, che tradotto significa Cash & Carry = Supergrezzo (una catena di supermercati), sono un collettivo musicale che ha preso forma nel 2009 in una baita sui monti della Lessinia, fra le province di Verona e Trento. Quale miglior modo per isolarsi dal mondo circostante per sperimentare e raccontare il proprio percorso cantautorale attraverso il labirinto del proprio inconscio.

La traccia d’apertura, Deserere, ci introduce immediatamente in questo viaggio spirituale che si abbandona alla riflessione e alla desolazione: difatti, deserere, in latino, significa abbandonare.

Con molta probabilità, questo è il tema trainante del nuovo lavoro discografico dei C + C = Maxigross (Filippo Brugnoli, Niccolò Cruciani, Giulio Deboni e Tobia Poltronieri), nel quale il concetto di spazio fratto tempo rimane sospeso nella sua duplice dimensione fisica e psichica, tra radici folk acustiche, fusion e avant-garde, percussioni tribali e atmosfere new wave dilatate, profonde e frizzanti, che in parte, rimandano alle sonorità di Creuza De Mar di De Andrè.

Quando parliamo di deserto, pensiamo immediatamente a un paesaggio sconfinato fatto solo di dune sabbiose, rocciose e caratterizzato da scarse precipitazioni. Oggi siamo circondati ed immersi in migliaia di aridi deserti urbani dove è più facile perdersi nella solitudine esistenziale e nelle nostre piccole guerre quotidiane.

Deserto è un cammino composto da 11 tracce raccontate come letture sciamaniche, fatte di immagini suggestive e suoni dilatati che esplorano le lande desolate desertiche e inquiete dell’Io, attraversano l’insolita bufera calma dei propri sentimenti e rischiano di annegare passando per il fuoco spento di rifiuti in mezzo al mare. Fino a tornare a respirare in superficie una nuova aria tra le radici del proprio territorio.

L’album termina con un inno alla Gioia, una sorta di gospel evocativo che sprigiona al forza rinnovata dei C + C = Maxigross.

Il Deserto dei C + C Maxigross è un atto di coraggio: eh sì, perché, a volte, perdersi è l’unico modo per ritrovarsi.

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