Buzzy Lao: Universo / Riflesso

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Buzzy Lao

Universo / Riflesso

(INRI/Bunya Records)

rock-blues

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recensione-buzzy-lao-UniversoRiflessoSecondo certa critica radical chic, quando si parla di Myles Kennedy si deve per forza storcere la bocca, con le solite frasi di circostanza, tipo fa sempre le stesse cose, si ripete con gli Alter Bridge ed altre amenità del genere. Intanto il cantante americano sembra abbia fatto scuola con il suo esordio da solista, visto che Max Zanotti lo scorso anno ha piazzato un disco da favola con matrici di dimensioni acustiche e blues di assoluto spessore che rimandavano direttamente ad Year of the tiger dell’ex The Mayfield Four.

Buzzy Lao, all’alba del 2020, segue la scia dei succitati artisti e ci regala quello che è davvero un lavoro esemplare. Finalmente in Italia sembra che qualcuno si sia ricordato come si scrivano le Canzoni, con la C maiuscola.

Non è cosa semplice, ma in troppi hanno spacciato come grandi, gruppi e cantautori che davvero non hanno lasciato una singola canzone degna di tal nome.

In Universo/Riflesso, il torinese Lao ci ha dato dentro, regalando otto perle da consegnare alla gloria che si spera, nel caso di specie, non sia vana.

Non si può rimanere inermi dinnanzi alla bellezza di Ombra o agli arpeggi decadenti che arricchiscono Eri in me.

La fine del Mare è un brano scuro che si apre in una melodia che rimanda al malinconico Beck di Sea Change. Haya viene arricchita dalla partecipazione di Dargen D’Amico e dal sapore mediterraneo delle percussioni, mentre Tempesta è una canzone d’autore nel vero senso della parola che dovrebbe essere fatta ascoltare a chi prova la fortuna nei Talent Show.

Insomma, senza girarci intorno, Universo/Riflesso si candida di diritto ad essere uno dei migliori dischi del 2020. Anzi, probabilmente, si candida ad essere uno dei migliori lavori usciti negli ultimi anni. W l’Italia.

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