Boards of Canada: Tomorrow’s Harvest

Tomorrow's Harvest si sarebbe dovuto chiamare Yesterday's Harvest: dai dischi di dieci e passa anni fa è infatti cambiato assai poco nella formula musicale dei Boards of Canada. Ma il disco si fa comunque ascoltare con estremo piacere

Boards of Canada

Tomorrow’s Harvest

(CD, Warp)

elettronica, IDM

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A dispetto della tradizionale elettronica “bucolica”, il vocoder è sinistro e inquietanti suoni dallo spazio profondo anticipano rumori di pioggia. Sono i Boards of Canada del nuovo Tomorrow’s Harvest, arrivato or ora sugli scaffali dopo otto anni d’assenza del duo.

Stavolta la visione del presente e del futuro dei Boards of Canada, suggerita sin dalla copertina, riguarda paesaggi urbani, descritti col consueto armamentario di elettronica analogica (distante anni luce dai battiti techno in voga nell’ultimo decennio).

Tomorrow’s Harvest si sarebbe dovuto chiamare Yesterday’s Harvest: dai dischi di dieci e passa anni fa è infatti cambiato assai poco nella formula musicale dei BOC.

Sia chiaro, Tomorrow’s Harvest si lascia ascoltare più che volentieri dall’inizio alla fine, fornendo più di qualche motivo di esaltazione, ma non segna nessun passo avanti per il duo, dal quale – dopo otto anni d’assenza – forse ci saremmo aspettati qualche dose di coraggio in più.

O forse è proprio questa sua a-temporalità che ci sta costringendo a tenere il nuovo lavoro dei Boards of Canada in heavy rotation nel nostro CD di redazione.

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Garofalo Massimo
Garofalo Massimo

Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock.
Parola d'ordine: curiosità.
Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)

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