Björk: Utopia

Björk

Utopia

(One Little Indian)

experimental

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Björk- Utopia recensioneLa Björk del 2017 si fa accompagnare da Arca, il producer venezuelano che aveva manipolato il suo precedente album, ma che qui è intervenuto sin dalla fase di composizione.

Messi da parte (quasi) del tutto i dissesti personali (un doloroso divorzio), Björk realizza con Utopia il suo album più lungo (ben 70 minuti) e stavolta ama perdersi fra flauti e campionamenti di uccelli islandesi e sudamericani, oltre che nei suoni della sua amata arpa.

Mediamente Utopia è ben più gioioso e aperto di Vulnicura, ma a tratti riprende le dolorose sonorità di quel lavoro.

In tutto l’album si percepisce un senso di (com)unione con l’ambiente e la natura, ma… non tutte le ciambelle riescono col buco.

Mentre Arca infatti è bravissimo nei suoi loop elettronici, meno cupi del suo solito per mettersi al servizio dell’ispirazione di Björk, non lo è stato altrettanto come produttore, là dove qualcun altro avrebbe messo le briglie all’artista islandese, evitando lungagini tanto inutili quanto pesanti come macigni.

Per concludere, Utopia non è nel il migliore né il peggiore album di Björk, bensì la fotografia di un momento di rinascita per un’artista da sempre ultra-sensibile, scattata dopo un periodo doloroso e che solo ora viene metabolizzato e – finalmente – guardato da un’altra prospettiva.

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About Massimo Garofalo

Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messagero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock. Parola d'ordine: curiosità. Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)
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