Arctic Monkeys: Suck It And See

Tornano gli Arctic Monkeys con Suck It And See, 40 minuti di ottimo rock'n'roll e una "serenata spericolata". Imperdibile

Arctic Monkeys

Suck It And See

(Cd, Domino Records)

indie rock, britpop

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Arctic Monkeys-suck-it-and-seeReduce dal successo del suo ultimo lavoro solista Submarine Ep, torna Alex Turner con i suoi Arctic Monkeys ed il nuovo album Suck It And See.

Dopo essere saliti alla ribalta grazie al singolo I Bet You Look Good On The Dancefloor, ed aver fatto incetta di premi col primo album Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not gli Arctic Monkeys, sono divenuti in breve tempo stelle dell’indie rock britannico e mondiale.

Anche i successivi Favourite Worst Nightmare, datato 2007 e Humbug risalente al 2009, hanno entusiasmato critica e pubblico, nonostante il recente cambiamento nel sound della band che si è portata da un sound più affine all’indie ad uno più maturo e contaminato dallo stoner rock.

Ed eccoci a Suck It And See: un album dal grande appeal che piacerà sia agli adolescenti che cercano sonorità più indipendenti che ad un pubblico da sempre innamorato del Rock’n’roll con la R maiuscola.

Fra i 12 brani, tutti o quasi potenziali singoli, si parte con She’s Thunderstorms, brano tipicamente in stile “Arctic Monkeys”, subito incalzato dal più pop Black Treacle che ricorda maggiormente l’ultimo lavoro solista di Turner.

Con Brick By Brick si inizia a far sul serio; chitarre stoner e incalzanti con il ritornello “I wanna rock and roll, brick by brick” il quale non attende altro che essere cantato all’unisono durante le esibizioni live.

The Hellcat Spangled Shalalala, prossimo singolo estratto dall’album, già al primo ascolto è un evergreen e sarà di sicuro uno dei punti di forza di questo nuovo lavoro, grazie all’orecchiabilità e ad un “Shalalala” che si incolla nella mente.

Don’t Sit Down ‘Cause I’ve Moved Your Chair, secondo singolo presentato dalla band, ritorna alle sonorità stoner, tirato ed energico testimonia la maturità raggiunta dagli Arctic Monkeys in questo lavoro.

Con Library Pictures, le chitarre si fanno ancora più graffianti, riportando alla memoria alcuni lavori dei Misfits, intervallate da un momento di quiete che esplode poi nell’attacco finale.

Si riprende fiato con All My Own Stunts, poi arriva uno dei momenti migliori di questo Suck It And See, Reckless Serenade emoziona con un Alex Turner in grande spolvero.

Le canzoni si susseguono una all’altra e alla fine di ognuna verrebbe voglia di ripartire, così succede anche dopo le ballate Piledriver Waltz e Love Is A Laserquest.

Con Suck It And See, brano omonimo all’album, si riaccende il ritmo e ci si avvicina al finale.

Si chiude col botto con That’s Where Youy’re Wrong, in un tripudio di chitarre new wave in stile Editors/Interpol.

Nonostante abbia appena compiuto 25 anni, Alex Turner, dimostra ancora una volta di avere una grandissima creatività; dopo 3 album con gli Arctic Monkeys, il progetto The Last Shadow Puppets e l’uscita solista datata marzo 2011, conferma con questo Suck It And See che sentiremo parlare delle “Scimmie Artiche” ancora a lungo !!!!!

Da non perderli assolutamente il 3 settembre all’I-Day a Bologna in compagnia di altri pezzi da 90.

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Fabio Busi
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