Radiodervish: recensione concerto con Banda di Sannicandro, Roma, 23 giugno 2010

Il duo italo-palestinese stavolta si reinventa con l'aiuto di un ensamble di 40 elementi, la Banda di Sannicandro, che aggiunge un'altra tradizione al viaggio multietnico e multiculturale dei Radiodervish

Radiodervish

Bandervish

(Cd, Il Manifesto)

Roma, Villa Ada, 23 giugno 2010

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radiodervish-recensione-concerto-con-banda-di-sannicandro-roma-23-giugno-2010I Radiodervish a Roma, a Villa Ada, sono un po’ come dire: è arrivata l’estate! E per fortuna un’estate in cui non ci sono solo canzonette, ma anche buona musica. La buona musica che ogni anni s’alterna sul palco di Roma Incontra il Mondo, a margine del laghetto di Villa Ada, famosa per regalare ai romani accaldati un paio di gradi in meno rispetto alla marmellata di cemento e lamiere del centro storico. Ma stasera si esagera! Fa proprio freddo!

Per fortuna a scaldare i cuori del pubblico (almeno quelli) ci pensa la nuova emanazione dei Radiodervish, ovvero Bandervish.

Si tratta dell’incontro di Nabil e Michele (anima del gruppo) con Livio Minafra e la Banda di Sannicandro di Bari, 40 musicisti quasi tutti giovanissimi, con qualche bambino compreso.

E quindi, il concerto di stasera è un alternarsi di vecchi e nuovi pezzi, riletti sommando tradizione a tradizione, aggiungendo la magia e l’esuberanza di una vera banda di paese alla rarefatta alternanza di suoni tra oriente ed occidente dei Radiodervish, all’avvicendarsi della poesia della lingua italiana al mistero di quella araba.

Il risultato è alterno. Alcuni episodi acquistano una nuova vita (non necessariamente migliore, semplicemente curiosa e diversa), come L’Esigenza e L’immagine di Te, altri ancora nella nuova versione ci guadagnano addirittura (la cover di Amara Terra Mia di Domenico Modugno), altri, per fortuna pochi, ci rimettono decisamente, sepolti proprio dalla banda (Centro del Mundo), che invece di reinventarli li snatura.

Il concerto è comunque piacevole e divertente, riserva molte sorprese musicali e anche quando la banda è da sola, senza i Radiodervish, come in Sea Horses, è un gran bel sentire.

Il disco Bandervish, che esce proprio in questi giorni per i tipi de Il Manifesto (a 12 euro) raccoglie dodici degli episodi ascoltati questa sera e, pur con tutti i limiti già esposti, è comunque un bel modo per (ri)ascoltare le magie dei Radiodervish.

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Massimo Garofalo
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Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock.
Parola d'ordine: curiosità.
Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)

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