Pornoriviste contro tutti

Il ritorno di una delle band di punta del movimento punk-rock italiano. Un album fatto da liriche taglienti e chitarre all’assalto dei vizi della moda, della cultura e della società

Pornoriviste

Tensione 16

(Cd, Tube Records/Venus, 2003, 13 €)

punk-rock

Mettendo da parte le oziose questioni sulle aderenze politiche delle band punk, saltando a piè pari l’annosa questione che vuole il filone come una specie di continuo rimescolamento di clichet, affrontiamo l’ascolto dell’ultima fatica delle Pornoriviste con animo sereno, con sana voglia di divertirci e pronti a cogliere eventuali spunti di riflessione.

Seppure proclamano da sempre la loro più totale anarchia, le Pornoriviste sono una band “politica” nella misura in cui i loro testi urlano la rabbia verso le ingiustizie che vedono, sbattono i pugni sul tavolo per ribadire una libertà intellettuale e d’azione, ma anche solidarietà verso i più deboli.

Tensione 16 è il loro quarto album e i passi avanti fatti rispetto a Codice a sbarre, di due anni fa, sono notevoli. Ora i testi sono più acuti e divertenti e la composizione delle canzoni evidenzia una maggiore perizia tecnica, nonché un gusto per gli arrangiamenti che srozza parecchio l’assalto sonoro della band, senza fargli perdere in tensione emotiva.

Insomma, gli amanti del genere con quest’album vedranno confermare le Pornoroviste come una delle band italiane più importanti in ambito punk-rock, mentre per molti Tensione 16 potrebbe essere una vera e propria rivelazione di una band che usa gli slogan non in termini riduttivi, ma come lame affilate per menare fendenti ai vizi della moda, della cultura e della società.

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Massimo Garofalo

Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock.
Parola d'ordine: curiosità.
Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)

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