nokeys: The Regency

Siete pronti per un tuffo nelle atmosfere gotiche tipiche della prima metà degli anni '80? Se avete amato i Cure e i Sisters of Mercy questo disco fa al caso vostro

nokeys

The Regency

(Cd, SFEM)

new wave

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Ci sono sonorità che ti si attaccano alla pelle e non ti abbandonano più. Perché sono le tue sonorità e, per quanto gli ascolti si modifichino col passare degli anni, l’emozione provata con certa musica rimane immutata e inarrivabile. Così è per me con la new wave, quella degli anni ’80; e non avrebbe potuto essere altrimenti, visto che quelli sono stati gli anni della mia formazione musicale.

Sonorità che vengono riproposte con perizia e intelligenza dai parmensi nokeys (nome in minuscolo per loro stessa scelta), attraverso un gustoso cocktail che recepisce tutti gli ingredienti fondamentali del genere, ma riesce ugualmente a risultare personale perché mescola un’ampia gamma di influenze che alla fine si amalgamano fra loro in un perfetto equilibrio.

Troviamo così le ritmiche dei Depeche Mode (Rock ‘n’ Roll Pistolero, Another Step), la furia dei Killing Joke (Eyes Of Riot), la crepuscolarità dei Diaframma (The Trivial Captivity), il gusto melodico di Echo & The Bunnymen (The Lads).

Alternando passaggi in lingua inglese ed altri in italiano, il quartetto emiliano attinge a piene mani dal passato costruendo melodie sempre intelligenti e scegliendo con cura i suoni (la chitarra neworderiana di Dolore Dolcissimo).

Ottimo lavoro di drumming (esemplare Underwater), chitarre che spaziano dalle sonorità più ruvide a quelle più suadenti, fantosiose linee di basso e voce glaciale à la Andrew Eldritch/Nicola Vannini.

L’album è stato missato e masterizzato a Stoccolma, sotto la guida del produttore svedese Stefan Boman (Kent, Hellacopters): ottima anche la resa sonora.

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Vittorio Arena
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