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Múm: Sing Along To Songs You Don’t Know

Chiuso definitivamente il capitolo post rock, la band islandese (ri)trova il sorriso e la voglia di credere in un futuro migliore. Sing Along To Songs You Don’t Know è pervaso da una luce splendente e diretta, suoni semplici e giocosità pop

Múm

Sing Along To Songs You Don’t Know

(Cd, Morr)

pop, rock, elettronica

[starreview ]

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Sing Along To Songs You Don’t KnowAd ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”. Potrebbe essere stato proprio il terzo principio della dinamica ad aver, inconsapevolmente, ispirato i Múm durante la composizione di Sing Along To Songs You Don’t Know, avvenuta nel “bel” mezzo di una violenta crisi politica, economica e sociale che ha investito l’Islanda, tra scontri di piazza e governi dimissionari.

Sì perché tanto cupa e complessa risulta essere la congiuntura negativa che si è abbattuta negli ultimi anni sulla terra degli elfi (e su gran parte del mondo globalizzato, a dir la verità…), quanto luminosa, fresca e colma di disarmante semplicità (ri)suona questa nuova fatica del combo islandese, quinto album da studio realizzato a due anni di distanza da Go Go Smear The Poison Ivy.

Chi più (“If I Were A Fish”, “Sing Along”, “Last Shapes Of Never”), chi meno (“Show Me”, “Illuminated”), i dodici brani si susseguono lievi e piacevoli come un raggio di sole primaverile, accompagnati dal consueto armamentario di suoni insoliti e giocosi ed arricchiti dalla presenza di quartetti d’archi, cori ed ospiti vari.

Concepito in terra natia ma registrato tra Finlandia ed Estonia, tra laghi a perdita d’occhio e natura incontaminata, Sing Along To Songs You Don’t Know è un album leggero ma non frivolo, che si pone delle domande senza perdere mai il sorriso sulle labbra. Che non ha paura di prendersi i suoi rischi nel proporre di questi tempi un approccio “easy listening”, consapevole com’è che è proprio in momenti come questi che bisogna recuperare una sorta di “pensiero positivo” rigenerante e salvifico.

E se già anni fa era il poeta Tonino Guerra a suggerirci, benché in maniera non completamente disinteressata, che “l’ottimismo è il profumo della vita”, oggi i Múm ce lo ricordano con la loro musica e con queste canzoni che, come recita il titolo dell’album liberamente tradotto in italiano, pensiamo di non conoscere fino al momento in cui non ci mettiamo davvero a cantarle. Che la soluzione sia davvero sotto i nostri occhi e non ce ne siamo ancora accorti?

Nota a margine: anche RockShock si associa alla lotta contro la caccia alle balene che il governo islandese ha deciso di riprendere e per la quale i Múm sono attivamente impegnati.

La nostra intervista ai Múm

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Ivan Masciovecchio
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