Monarkaotika: la recensione di Psicoanalisi

La psiconalisi rock dei tarantini Monarkaotika su inquietudini, manie, alibi, ansie, giustificazioni dell’uomo moderno.
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Taranto ha visto la nascita dei Monarkaotika, band nata nel 2014 e che nel suo percorso ha calcato il palco di Sanremo Rock, aperto per i Rats e con Psicoanalisi sono al loro secondo album autoprodotto durante la pandemia. Un disco rock di 10 brani registrato in presa diretta al Perfect Wave Studio di San Giorgio Ionico.

Psiconalisi racchiude diverse sfumature ed arrangiamenti che emergono senza porsi veri limiti: i Monarkaotika sembrano volersi spingere fuori dagli schemi preconfezionati tra chitarre distorte e crescendo melodici. 9 canzoni e una cover che ricalcano lo spirito rock italiano fatto di musiche tirate su liriche dolorose, raccontando di anime ansiose, disturbi, fragilità, situazioni Shock da cui tirarsi fuori.

C’è energia e elettricità nei brani, spingendosi talvolta in sfuriate distorte (La Fine) e introspezioni sonore che scavano nelle nostre inquietudini (Scivola) dove spesso cerchiamo Alibi per giustificare i nostri mali. Queste emozioni sparate a vista mettono le persone a nudo con la loro vulnerabilità, e la band pugliese avvolge il tema dell’io interiore attraverso queste canzoni calcate da una batteria concussiva. Nell’intento di descrivere il degrado personale i Monarkaotika puntano anche alla volontà di tornare a prendere in mano la propria vita, ridendo di se stessi di fronte alle scuse che ci inventiamo sempre (Ridi di Me).

Ne Il Re la band tarantina ha girato un video che ha anche un valore di protesta verso il disinteresse delle Istituzioni verso il fermo della musica a causa del Coronavirus, riprendendo macerie e scalinate circondate da segnaletica di divieto di sosta nei luoghi dove band come loro si esibivano in un territorio già complicato nell’ospitare la musica emergente inedita. Da segnalare l’adattamento di Io vorrei non vorrei ma se vuoi di Battisti, spinta dalla chitarra di Luca Palminteri. Il timbro di voce di Marko Di Turo potrebbe non piacere a tutti destando qualche perplessità, il singer ha anche debuttato proprio quest’anno con i Figli di Eva, altro progetto discografico con venature elettroniche, ma l’impegno nel songwriting e nell’interpretazione dei suoi testi non sono in discussione.

Se da un lato i brani dei Monarkaotika sono piacevoli grazie a riff nervosi e lineari, concedendosi ad un lodevole gusto per gli arrangiamenti e supportati da una cadenza ritmica allettante, a volte i ritornelli apprezzabili cozzano con le strofe cantate (Vita). La tematica sulle nostre fragilità interiori fa gradire il lavoro impegnativo dei Monarkaotika che non si abbandonano a cliché faciloni.

Facebook: monarkaotika

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Luca Paisiello
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