Ministri
Aurora Popolare
(Universal)
Alternative Rock
Ogni due o tre anni i Ministri pubblicano un nuovo disco e Aurora Popolare è l’ottavo composto da dieci brani inediti del loro alt rock ormai ben conosciuto ai fans. La band milanese si prodiga ancora una volta a raccontare il mondo delle paure, illusioni, incertezze ma con la speranza che ci sia sempre un lieto fine, e lo fa con alcuni brani travolgenti intervallati da chiaroscuri momenti di riflessione.
Buuum è la bomba lanciata dai Ministri in apertura, un brano ipnotico, picchiaduro, urlato da Divi Autelitano che attraverso una serie di immagini descrive situazioni di preoccupazione e insoddisfazione, tema portante del lavoro della band milanese che viene rilanciato anche in brani come Poveri Noi, dove il genere umano “si sente come una piccola Stalingrado”. Frustrazioni quotidiane trascinano le persone a procrastinare a causa dell’apatia insorta, un sistema odiato trasmesso da falsi miti crea insicurezza, come la “vita Barilla”. Persino i quotidiani strilli di una figlia portano prima o poi all’eplosione della rabbia. I riff magnetici costruiscono un tappeto martellante e furioso percuotendo l’intera canzone che non vuole invitare alla rivolta, semmai decanta la conseguenza di un punto critico dell’esasperazione psicologica delle persone.
Più pacato il pezzo successivo, Piangere al Lavoro, sul peso amaro delle aspettative, dove si punta il dito su chi non riesce a mettersi nei panni di chi maschera la propria insoddisfazione ed è costretto a rinunciare a sogni: “Mica lo sanno cosa stanno costruendo nei pochi spazi della vita di ogni giorno”. Spaventi ha quel piglio elettrico ed arioso sulla visione nichilista della propria esistenza, quando si ha il morale basso anche quando si è lì a combattere la propria guerra personale. E’ un brano che chiede di essere consapevoli di quanto sarà sempre dura combattere, ma è necessario “vedere cosa ci aspetta avanti”. Tra suoni duri e armonie che galleggiano, i Ministri continuano il loro percorso musicale dove Dragogna tesse melodie con la chitarra gettando qua e là qualche breve riff da ricordare e ritornelli impetuosi da cantare ai live.
In Terre Promesse è il tempo il nemico da odiare perché consuma la vita, il ritornello incita a non accontentarsi mai di una cosa, perché poi si finisce a farlo con tutto. Aurora Popolare, che dà nome all’album, incarna quanto si è in attesa di una figura carismatica che faccia partire un cambiamento che non avverrà mai, rimanendo “ancora lì ad aspettare” e quasi finisci di essere stanco di “un’idea che non sopporti più”.
I Ministri non ci stanno ad osservare questa inerzia popolare e lo si riscontra anche in altri brani furiosi come Avvicinarsi alle Casse, classico brano pungente, ironico e teatrale del terzetto milanese non solo sul consumismo, ma sul supermercato delle emozioni dove ci si lascia imbonire dai social e dalle televisioni dall’ascolto facile con “l’anima incatenata alla raccolta punti”. Se da una parte si sviluppa un altro brano più morbido in Astronomia e Nostalgia, dove chi osserva il cielo stellato pensa al passato mentre il progresso tecnologico non pare abbia portato chissà quali benefici, in Squali nella Bibbia la band molla il freno a mano e torna a sfondare il muro elettrico con sottili provocazioni verbali. Qui credo davvero di non averli mai sentiti così tirati e senza fiato.
Cattivi i Buoni parla di quelle persone capaci di fregare il prossimo con le parole. Può essere visto come la disillusione di una certa ala politica che avrebbe dovuto essere dalla parte dei cittadini ma ha solo fatto i propri interessi, così come nella vita comune un amico, una collega di lavoro, un punto di riferimento della vita sociale è bravissimo a mettersi una maschera per poi pugnalarti alle spalle.
A volte cala l’ironia, ma senza dubbio sono pochissime le band che pubblicano dischi di denuncia, lotta civile, che mettono in quadro il disagio sociale ed economico. A conti fatti Aurora Popolare è un classico disco dei Ministri, non c’è alcuna sperimentazione ed evoluzione sonora, sanno raccontare molto seriamente quello che stiamo vivendo in questi tempi fin da quando i soldi erano finiti, e tanto basta.
Social: iministri
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