Mema: recensione disco omonimo

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Mema

s/t

pop d’autore, pop rock

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memaDopo l’ep d’esordio targato 2015, i MEMA, gruppo dell’Oltrepò pavese, producono il primo lavoro ufficiale intitolato semplicemente col nome della band.

Così sia, apre bene questo album d’esordio, con sonorità pop rock su cui spicca un particolare talento vocale.

L’album procede con brani che si avvicinano maggiormente al pop, tutti ben suonati e ben interpretati dalla band, purtroppo presenta la pecca di suonare tremendamente come qualcosa di trito e ritrito, senza idee che non siano state proposte negli anni passati da centinaia di band italiane.

È un peccato perché i testi sono molto interessanti ma il più delle volte sembra di ascoltare un tributo alla musica “sanremese” italiana.

Sopra le righe ad alzare il livello qualitativo, Il Sole è Irragiungibile (già edito nel precedente ep omonimo), brano caratterizzato da atmosfere molto intriganti e Vuoti d’Aria con chitarre che ricordano vagamente i primi U2.

Chiude il lavoro Superman, dove l’interpretazione di Elisa Buonanata mi ricorda un’Antonella Ruggiero in salsa rock e in chiusura nasconde la canzone più interessante dell’intero lavoro, una ghost track dal sapore reggae che potrebbe essere un interessante direzione futura da seguire.

 

 

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