Max Navarro: recensione di Unfair Warning

È il sesto disco per il rocker di Pordenone Max Navarro, un album rock contro l’informazione artificiale odierna dove l’uomo deve aggrapparsi alle proprie passioni per non perdere la propria umanità.

Max Navarro

Unfair Warning

(Cherry Lips Records)

rock


A questo giro in Unfair Warning il rocker italo-canadese Max Navarro ha alzato l’asticella proponendo 9 canzoni rock solari, vibranti e riflessive rispetto ai dischi precedentemente recensiti su RockShock. I gusti sono naturalmente personali e la mia percezione dopo l’ascolto di questo album è di trovarsi di fronte ad un disco maturo e ancora più rock rispetto alla produzione di questo musicista.

Max ha elaborato l’album sulla scia di questi tempi manipolati da “un continuo terrorismo mediatico nel quale ormai siamo costretti a vivere”. E’ diventato complicato destreggiarsi tra notizie infarcite da fake news, intelligenza artificiale e realtà che confondono l’uomo moderno nel suo rapporto con i media e la vita sociale nell’era digitale. E’ infatti Hurt and Unwanted a raccontare di come l’essere umano finisca per sentirsi solo nonostante questo flusso mediatico di informazioni, considerando i difficili slalom economici che si devono fare per sopravvivere e i rapporti sempre più freddi, cinici ed egoisti tra le persone.

L’album inizia proprio con un sottofondo di notizie allarmanti arrivare da un telegiornale americano per partire con Nothing Left To Lose, avviando un riff, presente in tutte le aperture dei brani come Gasoline Annie, Inexorably o Dixie Queen, che rende vibrante l’ascolto delle canzoni. Navarro afferma che la formula giusta per non perdere la propria umanità è quella di coltivare delle passioni, e nel caso del rocker di Pordenone non può che essere la musica.

Cresciuto con Bryan Adams, Bon Jovi, Bruce Springsteen, le canzoni di Navarro partono da queste radici per accostarsi al rock più moderno dei Three Doors Down. John Paul Bellucci è il fratello d’ascia che mette su nastro assoli e riff di discreta levatura melodica, il comparto ritmico è formato da Alex Massa alla batteria e Davide Costanza al basso e mettono insieme un nugolo di canzoni ben studiate ala vecchia maniera.

Il momento più lirico arriva al fondo del disco con un brano dominato dal pianoforte, Angels Without Skies, quello meno suadente Market Swalby che si avvicina alle cose meno esaltanti dei Bon Jovi senza Sambora. Col produttore di sempre, Nick Meyer, Max Navarro pubblica un disco molto onesto, sincero, dove ha avuto molta importanza la ricerca del suono ideale rispetto alle esperienze precedenti, trovando in Luca Zanon il fonico adatto con cui lavorare.

Facebook: maxphilipnavarro

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