Marco Bonvicini: la recensione di Colors

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Marco Bonvicini

Colors

folk rock

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marco bonvicini Marco Bonvicini è un cantautore bolognese dalle radici folk rock con all’attivo un paio di album solisti, un Ep ed è la voce della Queen Tribute Band dei Queentet  e dei Temple of the Grunge. Colors è al suo terzo full length discografico, una mezzoretta di canzoni, sette per la precisione, in cui Bonvi, come lo chiamano gli amici, intreccia sonorità folk rivestite da pennellate poetiche ed emozionali.

È un disco in equilibrio di impronta acoustic folk, dove Bonvicini porta l’ascoltatore in un mondo di suggestioni incantevoli con un cantato molto piacevole e incisivo e suonato con violini, synth, mandolini, e un hammond. Si parte con una solare Tell Me Your Lies dalla forza impattante, in un progressivo crescendo in cui vibra un violino in sottofondo, prendendosi la scena nell’assolo. I toni sono sognanti in brani come la successiva Beneath The Northern Sky, ma che ritroviamo anche in Tonight e Lady dove Marco sfoggia la sua bravura vocale.

Il pezzo che dà il titolo all’album, Colors, è un arpeggiato soft cantautorale che apre a suggestioni malinconiche nello stile della composizione, in cui l’accento narrativo, raffinato e sostanziale, è avvolto in nitide risonanze folk dalle tonalità cristalline. Sometimes I Feel Like ha un marcato andamento country raggiante, offrendo una benevola sensazione di calore, così come le ballate che sono presenti in questo album che risultano davvero piacevoli.

Marco Bonvicini propone poi una particolare versione di Where The Street Have No Name che, oltre all’amabile voce del cantautore, ci concedende un brano che non snatura affatto la carica originale suonata dagli U2. Colors è un disco arrangiato con la collaborazione di alcuni musicisti bolognesi come i Lovesick Duo, coppia bluegrass formata da Paolo Roberto Pianezza e Francesca Alinovi. Un album leggero e vibrante con cui consolarsi in queste giornate chiusi in casa.

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