Le Zoccole Misteriose: la recensione di Oltre La Siepe

I vastesi Le Zoccole Misteriose con Oltre la Siepe tengono vivo il verbo dell'hardcore punk.

Le Zoccole Misteriose:

Oltre La Siepe

(Frekete! Records)

punk-hardcore

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Non neghiamolo: il monicker di questa band, originaria di Vasto, è decisamente sui generis e potrebbe far pensare a tante cose, alcune delle quali anche da censura.

In realtà dietro a un nome del genere si nasconde un gruppo attivo da tantissimi anni che ha subito nel corso del tempo molti stravolgimenti, tanto che del nucleo storico è rimasto solo il cantante Raffaele De Gregorio.

Con una line up totalmente rivoluzionata e con l’ingresso in pianta stabile del chitarrista Angelo Xunah Mirolli, il sound del gruppo si è molto avvicinato all’hardcore punk di stampo americano, anche se in questo caso è il ruolo sorprendente del sax, suonato da Adele Fabiani, a cambiare le carte in tavola.

È come se si fosse materializzata all’improvviso una versione tutta nostrana dei Dog Eat Dog. In effetti, Oltre La Siepe, è un lavoro che scorre via facilmente con i pezzi che non superano mai i quattro minuti e trenta.

I testi sono un omaggio a Giacomo Leopardi, come può suggerire anche il titolo del lavoro, e tutto questo rende l’album davvero intrigante.

Le melodie sono molto trasversali, anche se in alcuni casi risultano decisamente avvincenti come accade con Pedro e Gino, in cui il sassofono ha un ruolo dominante.

In La Fine si sfiora il muro dell’hardcore di stampo newyorkese, mentre in Belzebu e Padre Pio si affaccia con prepotenza lo stoner.

Sembra quasi che i vastesi abbiano cercato di continuare il percorso intrapreso tanti anni fa da Umberto Palazzo con il suo Santo Niente.

Fossimo in voi un ascolto, anzi più di uno, lo daremmo a questo disco che appare come una delle rivelazioni di questo 2022.

 

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Francesco Brunale
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