Kobayashi: In Absentia

I Kobayashi hanno una dignità e una originalità propria in grado, da sola, da rincuorare chi dava il post-rock per agonizzante

Kobayashi

In Absentia

(Cd, Corasong)

post-rock

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Sono in tre, vengono da Carrara e si fanni circondare da amici più o meno stretti. Sono i Kobayashi, che dopo la performance alla Biennale di Venezia, hanno deciso di incidere su disco questo In Absentia.

Quattro brani per quaranta minuti di musica. La media è presto fatta.

Quello che non fa “media” è proprio la musica contenuta in queste tracce, dove i “nostri” si sono sentiti completamente liberi di sperimentare.

In alcuni tratti il cuore (e la mente) non può non andare ai Mogwai, ma sarebbe estremamente riduttivo, oltre che ingiusto, ridurre i Kobayashi all’ennesimo epigono del combo scozzese. Ingiusto perché i carraresi hanno dalla loro una imprevidibilità e una voglia di mettersi in discussione che solo occasionalmente ha a che fare con tensioni/esplosioni chitarristiche, quando invece non col noise vero e proprio. E ingiusto perché hanno una dignità e una originalità propria in grado, da sola, da rincuorare chi dava il post-rock per agonizzante.

I Kobayashi, inoltre, amano giocare anche lo strumento “studio”, manipolando i suoni in fase di postproduzione, dando al panning stereofonico una vera e propria funzione narrativa, cambiando ritmo e registro con una disinvoltura da far impallidire i più.

Inutile (dis)perdersi in una analisi song-by-song, In Absentia va necessariamente ascoltato come un intero, ad alto volume, in alta fedeltà. E va amato come un figlio unico a cui speriamo verrà donato presto un fratellino.

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Massimo Garofalo
Massimo Garofalo

Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock.
Parola d'ordine: curiosità.
Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)

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