Intervista a Sara Lov

Abbiamo approfittato della calata a Roma di Sara Lov per fare la sua conoscenza diretta, per chiarire con lei alcune sue scelte musicali e per saperne di più sul futuro dei Devics

Abbiamo approfittato della calata a Roma di Sara Lov per fare la sua conoscenza diretta, per chiarire con lei alcune sue scelte musicali e per saperne di più sul futuro dei Devics.

Per farlo noi di RockShock siamo intervenuti in forze.

Intervista raccolta da Massimo Garofalo, su domande di Fabrizio Basciano e Massimo Garofalo.
Traduzione e revisione di Miranda Saccaro.

intervista-sara-lovRockShock.  Il tuo Ultimo I Already Love You è un disco di cover. Come mai? Un omaggio ai tuoi riferimenti musicali di sempre o un’operazione di salvataggio di pezzi secondo te “migliorabili”?

Sara Lov. No, non stavo cercando di fare qualcosa di meglio rispetto agli originali. E’ più un omaggio agli artisti. L’ho fatto in primo luogo perché sono molto lenta e sto ancora lavorando al mio prossimo album e volevo far uscire qualcosa nel frattempo, affinché non ci sia un buco troppo lungo tra le mie uscite. E inoltre perché ho sempre voluto fare un disco di cover perché sono prima di tutto una grande fan della musica, ed è per questo che faccio musica, perché la amo e ho sempre pensato che sarebbe stato divertente ed era il momento giusto per farlo.

RockShock.  Nella tua musica si respira una poetica della quotidianità, intima, dolce e pacata. Come si è formata in te quest’anima così preziosa?

Sara Lov. Non lo so, davvero è una domanda cui è difficile rispondere. Fa parte della persona che sono.

RockShock. Sei davvero così intima, calma e dolce?

Sara Lov. A volte. Nel senso, essere in questo modo nella musica mi permette di essere più “leggera” il resto del tempo, non così intensa; perché ho un posto dove mettere tutto, le mie emozioni, e il resto del giorno posso essere più leggera e felice. Intima e dolce: forse; cerco di essere una persona diretta e non una persona superficiale.

RockShock. Sai stavo ascoltando il tuo disco di cover e mi sono detto: “Puoi immaginarti questa ragazza quando è arrabbiata?”

Sara Lov. Non mi arrabbio molto, è difficile farmi arrabbiare. Sono una persona più che altro compassionevole e indulgente. Cerco di lasciare andare le cose e non di insistere.

RockShock.  Il tuo ultimo lavoro è un vero tributo alla forma-canzone classica. Credi tanto in questa particolare forma musicale, così carica di una poesia altrove impensabile, nonostante ultimamente le grosse produzioni, soprattutto quelle nordamericane, stiano decisamente puntando su altri tipi di musica, come ad es. il rap? Cosa può veicolare il genere di musica che fai tu, che altri generi non riescono o non vogliono veicolare?

Sara Lov. Per me lo è, ma penso che ci sia spazio per tutti i diversi tipi di musica, c’è gente a cui piacciono tutti i generi di musica,  ma io voglio fare quella che mi piace. Mi piace la strumentazione organica, mi piace la struttura nelle canzoni, la melodia.

saralov2011RockShock. Hai mai pensato di poterti esprimere con la musica strumentale?

Sara Lov. No, non potrei, perché sono una cantante più che una musicista, e non saprei come farlo. E’ una cosa che fa Dustin. Dustin O’Halloran, il mio compagni nei Devics. Lui è meraviglioso nella parte musicale, io riesco meglio in quelle vocali, quando faccio musica ho bisogno di persone come Dustin o Zack (Rae) che sono molto bravi nelle parti strumentali.

RockShock.  Come mai la scelta, tra le altre, di un brano della nostrana Patty Pravo? Sei stata tu a proporlo o ti è stato suggerito?

Sara Lov. No, è stata una mia scelta. Ho sentito questa canzone circa 10 anni fa, quando vivevo in Italia, a una festa, e l’ho veramente amata, poi un amico ha messo questa canzone su cd insieme ad altre canzoni, e io amavo quel pezzo. Sono sicura che per me ha un significato diverso da quello che ha per te perché tu sei cresciuto con quella canzone, ascoltandola in continuazione, e forse hai un’idea di chi è Patty Pravo, e cosa significa per te, ma per me è solo una canzone, senza alcuna storia, solo una canzone. Amo la sua voce, amo la musica, amo la melodia, e quando stavo facendo questo disco ho pensato che sarebbe stato divertente fare una canzone in italiano e l’ho suonata per Zack, il mio produttore, e l’ha amata subito. E io sono stata anche esitante, tipo “ Sai, non sono sicura che questa sia la canzone adatta” e lui, “No, assolutamente, faremo questa canzone” e aveva delle idee sulla batteria, eccetera, che intendeva realizzare.

RockShock.  Sai, è strano perché Patty Pravo significa ambiguità sessuale, sospetto di uso e abuso di stupefacenti, trasgressione, triangoli amorosi. E’ così strano sentire questa canzone cantata da te.

Sara Lov. Si, ho saputo tutto questo solo dopo. Per quanto mi riguarda ho solo scelto una canzone che amo. La versione originale, è da questo che sono stata ispirata.

RockShock.  E come mai proprio una cover dei Black Heart Procession? In qualche modo loro hanno delle similitudini con te, nel senso che hanno molto più successo in Italia che nel resto del mondo.

Sara Lov. Sono una delle mie band preferite e ho scelto un brano che è tra le mie canzoni preferite. Pensavo che sarebbe stato una cosa molto divertente da fare perché sarebbe stata molto diversa dall’originale, pur mantenendo la melodia. Sono degli amici, li amo, forse perché c’è un legame speciale tra noi, specialmente qui, non lo so. Ho scelto molte canzoni che mi piacciono e le ho suonate per Zack. E insieme abbiamo scelto le canzoni che amiamo entrambi, e siamo arrivati ai dieci brani che suonavano meglio.

RockShock.  Ti sei fatta un’idea del perché artisti così ‘‘romantici’’ come te o i Black Heart Procession hanno così successo in Italia? Eppure qui da noi è finita da un pezzo l’idea dell’amore romantico alla Romeo e Giulietta. Ora per noi è bunga bunga time!

Sara Lov. [grassa, grossa e lunga risata, ndr] Non ne ho idea, non so perché. Sono felice che piacciamo proprio qui, ma non ho alcuna spiegazione sul perché.

RockShock. Puoi dirci qualcosa del concerto. Avrà la stessa tracklist del CD ?

Sara Lov. Sarà un mix del mio primo album e di questo, e dell’Ep che ho fatto, così potrò mescolare molte delle mie canzoni. E saremo un duo, me e il mio amico Scott Mercado, che suonerà il piano e chitarra; abbiamo delle basi di accompagnamento e abbiamo Francesco Donadello dei Giardini Di Mirò che suonerà la batteria in un paio di pezzi.

RockShock.  Vuoi aggiungere qualche altra spiegazione o aneddoto curioso su come hai scelto la tracklist dell’album? C’è qualche canzone che hai registrato ed è rimasta fuori?

Sara Lov. No, ne ho registrate solo dieci. E avevo una lunghissima lista di canzoni che amavo e che volevo suonare e Zack Rae ed io abbiamo deciso insieme che la regola doveva essere che entrambi dovevamo amare le canzoni. Quindi ho aggiornato la mia lista e lui “no, no, no”, e cancellava le canzoni che non gli piacevano e siamo così arrivati a 20 titoli, e abbiamo scelto quelle dieci che secondo noi sarebbero state più interessanti da suonare e per essere cantate dalla mia voce.

RockShock.  C’è un filo rosso che le lega?

Sara Lov. Non so, so che potrebbe suonare molto stupido ma sono solo canzoni che amo. Sono canzoni che amo molto.

RockShock.  Ultimo ma non ultimo, il progetto Devics è semplicemente congelato o vi siete definitivamente sciolti?

Sara Lov. Penso siano congelati in un grande freezer e la chiave non si trova. E’ una domanda difficile perché amo io Devics, come fossero il mio cuore, e amo fare musica con Dustin ma lui ha iniziato a fare musica strumentale e ad avere molto successo con essa. E alla fine ho detto: mentre i Devics sono in stand by io posso fare qualcosa per conto mio, per poter continuare a fare musica. Mi piacerebbe fare di nuovo qualcosa insieme a lui, e anche lui vorrebbe, ma al momento è molto impegnato. E’ bello che lui riesca a fare tutte queste cose. Abbiamo anche parlato di fare un nuovo disco ma è difficile perché lui è a Berlino e io a Los Angeles quindi è difficile trovare il tempo per scrivere. Se riusciremo a scrivere il materiale nei prossimi mesi, sarà probabilmente sul mio prossimo disco perché non aspetteranno di riuscire a scrivere un intero disco, saranno probabilmente un paio di canzoni, che metterò probabilmente nel mio prossimo disco solista. Quindi in qualche modo è ancora vivo ma speriamo di poter fare un altro disco insieme in futuro. Ma non so quando.

RockShock.  Prima delle fine del mondo, nel 2012? [il discorso sulla fine del mondo arriva in quanto siamo a poche ore dalla tragedia del Giappone, che abbiamo ipotizzato possa essere il primo segnale dell’avverarsi della profezia Maya, la fine del mondo nel 2012, ndr]

Sara Lov. Forse dopo la fine del mondo.

 

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Massimo Garofalo

Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock.
Parola d'ordine: curiosità.
Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)

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