Intervista a Mike Francis – Mystic Diversion

Abbiamo raggiunto Francesko - Mike Francis e ci siamo fatti raccontare cosa ha fatto in tutto questo tempo e, soprattutto, la sua ultima fatica discografica. La prima cosa che traspare da questa intervista è l’enorme carica d'entusiasmo profusa nel progetto Mystic Diversion.

D. Tu sei stato uno dei protagonisti della musica degli anni ’80, in Italia e a livello internazionale. E prima di tornare col tuo nuovo progetto, Mystic Diversion, dieci anni di silenzio. Cosa hai fatto in questo periodo?

R. Ho vissuto a Londra dal 90 al 97 dove avevo un contratto con una etichetta indipendente distribuita BMG, lavoravo con gli autori Frank Musker e Richard Darbyshire, leader dei Living in the Box e diventato autore di canzoni per altri tra cui Lisa Stansfield. Ho inciso un album con Mogol nel ’90, poi uno nel ’94 in versione inglese e italiana, quella italiana con i testi di Panella. Nel ’96 un altro album A different air e nel’ 97 All rooms with a view distribuito dalla Sony. Ho fatto concerti in California (Los Angeles,Hollywood Palladium e S. Francisco) e in Oriente. Poi la mia passione per la World music mi ha fatto pensare ai Mystic Diversions e dal’98 ho lavorato per questo progetto.

D. Il tuo nuovo disco è un viaggio attraverso i più diversi suoni del mondo. Poteva invece sembrare più facile adattare il tuo repertorio del passato ai suoni contemporanei, dato che in pratica sei stato un precursore dei suoni e delle atmosfere chill out-lounge.
R. Forse alcuni dei vecchi brani potrebbero essere riadattati in chiave new age, ma considero la produzione di Mike Francis strettamente pop e in genere lontana dai Mystic. Questo non vuol dire che non mi piaccia più il pop, ma da compositore come mi sento posso dire che esiste un Francesko che scrive per Mike Francis e per Mystic Diversion.

D. Diamo un po’ di spiegazioni. Come mai il tuo progetto si chiama Mystic Diversion?
R. La musica vista un po’ come un lungo percorso fatto di tante deviazioni che si allontanano e ritornano, arricchendolo di contaminazione, sensazioni e stimoli diversi

D. E vista la fitta schiera di collaboratori che vi ruotano attorno, è da considerarsi un progetto aperto?
R. Quando scrivo per Mystic non seguo regole particolari, a parte l’istinto e l’ispirazione, come fare musica per un film che non c’è, quindi il progetto è sempre aperto, anche se la band esiste e uscirà dal vivo.

D. Da dove viene il titolo dell’album, Beneath Another Sky?
R. Sotto un altro cielo è un po’ il proseguimento del primo album intitolato Crossing The Liquid Mirror (attraversando lo specchio liquido), che può essere uno specchio o il mare. Poi ti ritrovi sotto un cielo diverso,dove le diversità si armonizzano come la musica.

D. Ascoltando Beneath Another Sky m’è sembrato che la parola d’ordine che avete usato durante la sua realizzazione è stata “curiosità”, soprattutto nello sperimentare accostamenti di generi sulla carta difficili da far convivere
R. E’ vero, anche se poi e’ stato tutto più istintivo di quello che sembra.

D. I Mystic Diversion saranno in azione anche dal vivo?
R. Dovremmo essere pronti per l’anno prossimo a primavera.

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Massimo Garofalo

Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock.
Parola d'ordine: curiosità.
Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)

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