I Sincopatici
La Corazzata Potëmkin
musica da film, musica sperimentale, rock, musica classica, avanguardia
Prima di Villaggio, Fantozzi e la celeberrima ‘Cagata Pazzesca’, c’era La Corazzata Potëmkin. La storia di in equivoco, di un film (sia pure col titolo modificato, in ‘Kotiomkin’), assurto a simbolo di certi pesantissimi cineforum aziendali, animati da direttori con scarsa competenza e molta presunzione.
Così, a un secolo dall’uscita, il senso originario del film di Ejzenštein è andato praticamente perso, almeno qui da noi diventando appunto materiale per cinefili con molta competenza e poca presunzione.
A cercare di dare un contributo a ristabilire il valore storico dell’originale arrivano oggi i Sincopatici, ensemble nato per iniziativa di Francesca Badalini e attivo da oltre vent’anni nella risonorizzazione dei grandi classici del cinema muto, in particolare attraverso eventi dal vivo, in una collaborazione costante con la Cineteca Nazionale di Bologna.
Francesca Badalini a pianoforte e tastiere, Andrea Grumelli (basso elettrico) e Teo Ravelli (batteria percussioni), con Silvia Maffeis al violino ripercorrono i cinque capitoli della vicenda della ‘Corazzata’ (realmente accaduta, nel 1900): la ribellione alle condizioni degradanti a bordo, la reazione del comando con la minaccia delle armi, la controreazione dell’ammutinamento; la solidarietà del popolo, il massacro sulla scalinata di Odessa, la partenza verso lo scontro con la marina zarista e l’insperata solidarietà dei supposti nemici, fino allo sventolare della bandiera rossa.
I Sincopatici commentano quelle scene (peraltro riproposte dal vivo in una versione ricolorata grazie all’AI, in una modernizzazione che se forse toglie un po’ il fascino del bianco e nero, comunque non disturba), con una formula in cui il piano assume un po’ il ruolo di guida, con qualche prevedibile eco del ‘900 russo e allusioni avanguardistiche; il violino a conferire pathos alle sequenze più drammatiche, a tratti con accenti sospesi, mentre il resto della strumentazione offre solidità alle fasi più concitate: in almeno un paio di parentesi si sconfina quasi nel metal, mentre qua e là emergono impresssioni prog.
Un lavoro che può essere visto come un’esperienza originale, al di là dei gusti personali.
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