Heat Fandango: la recensione di Reboot System

È ora di riavviare il sistema, non si può più restare immobili. Ecco il mantra dell’album d’esordio degli Heat Fandango.

Heat Fandango

Reboot System

(Bloody Sound Fucktory, Araghost Records)

indie rock, garage punk

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Heat Fandango-Reboot SystemDopo il senso di stasi ed immobilità in cui ci ha imprigionato la pandemia con tutti i suoi strascichi, è ora di agire. Muoversi, riprendere in mano la propria vita e recuperare il tempo perduto. E quella che per molti è diventata una necessità, per gli Heat Fandango è diventato un disco d’esordio, un racconto della propria vita in chiave indie rock/garage punk.

Reboot System è un invito a riavviare il sistema, un’urgenza che il trio marchigiano ha deciso si esprimere a suo modo, dando vita a un disco indie rock (genere alla base delle influenze della band) che risente di echi garage punk. Un sound diretto, caratterizzato da ritmiche incalzanti e riff ammiccanti, che prendendo in prestito una vecchia farfisa scovata al mercatino delle pulci, l’ha trasformata in un elemento distintivo, in grado di aggiungere alla loro musica un tocco psichedelico.

Portando in scena storie del vissuto quotidiano, gli Heat Fandango hanno trovato la loro forma di espressione più pura e senza filtri, apparentemente spigolosa ma accattivante e avvolgente.

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Simona Fusetta
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