Gurubanana

Il duo Fusari-Ferrario esordisce contandoci le ossessioni, il fallimento, le paranoie e le abitudini che contraddistinguono le nostre frustrazioni quotidiane

Gurubanana

Gurubanana

(Cd, Macaco Records/Pocket Heaven, 2008)

alternative rock

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Andrea Fusari, il cantante di questo duo artistico tutto italiano, un giorno decide semplicemente di prendere in mano la chitarra per buttare giù qualche pezzo con quelle armonie blues che da una vita passa nella radio in cui lavora, sperimentando il piacere di farsi accompagnare da qualche loop elettronico buttato lì a caso, tanto per vedere cosa ne sarebbe uscito fuori.

Giovanni Ferrario, che ha lavorato con personaggi del calibro di Cesare Basile, Morgan, Scisma, Cristina Donà e PJ Harvey in qualità di chitarrista, cantautore, produttore artistico, nonché fondatore dei Micevice, eccetera eccetera, ha accettato di supportarlo per far uscire insieme questo disco d’esordio, composto da 14 canzoni che si lasciano ascoltare senza troppi affanni, con ritmi solari scanditi da chitarre, percussioni e ritornelli facili da canticchiare.

La corrosiva Cold Water fa intravedere una buona attitudine rock’n blues che accompagnerà l’ascoltatore per tutto il disco. Brani come Floor, Pepper and Narcotics, Shag scatenano le potenzialità di questo duo che offre anche canzoni meno ritmate ma arrangiate delicatamente con un piano, non abbandonando mai i contorni solari che contraddistinguono l’intero album, come l’autobiografica Loose e una fischiettata Shoop alla Lou Reed.

I GuruBanana (nome derivato da una canzone del 1975 di Kevin Ayers) cantano delle nostre ossessioni verso il sesso e l’amore, la paura di fallire, le continue paranoie, le abitudini che ci spingono d’inerzia nelle cose di tutti i giorni, che ci fanno spesso prendere di mira qualcuno che non ha particolari colpe ma che non è nient’altro che un tentativo di sfogare la propria rabbia/delusione/frustrazione. Non manca anche una condanna verso quei preti pedofili che molestano i minorenni in tono canzonato e derisorio.

Alla fine Fusari se ne è uscito da quella saletta in cui era entrato per giocare al musicista con un disco immediato e che sa colpire con la sua schiettezza sonora con i suoi toni allegri, eccentrici, insieme ad una sperimentazione che rende il disco piuttosto elettrico.

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Luca Paisiello
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