Godspeed You! Black Emperor: recensione concerto Roma, Villa Ada, 4 luglio 2018 (+ This Will Destroy You)

Godspeed You! Black Emperor + This Will Destroy You

Roma, Villa Ada, 4 luglio 2018

live report

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God Speed You! Black Emperor – Foto di Massimo Garofalo

Fermi tutti! Letteralmente. Fermi e immobili i This Will Destroy You, con 3/4 della band che suona seduta. Fermi immobili i Godspeed You! Black Emperor, loro addirittura disposti in cerchio e con uno dei chitarristi seduto di spalle al pubblico.

Quello di stasera a Villa Ada (Roma Incontra il Mondo) è un vero e proprio doppio concerto a cui è accorso il pubblico delle grandi occasioni, con molte persone pervenute dalla Campania e da altre regioni del Sud.

I texani This Will Destroy You sono impegnati nei festeggiamenti del decennale dell’uscita del loro album omonimo (del 2017, in verità), disco che stasera suoneranno praticamente per intero, complici i 90 minuti di set a loro disposizione. Il loro è un post-rock tanto convenzionale quanto ben suonato, con i soliti intrecci di chitarre e le solite sfuriate, il tutto ravvivato da un light show che punteggia e sottolinea le emozioni musicali. Bravi ma… fuori tempo massimo di una proposta musicale ormai stantia.

Discorso completamente diverso per i canadesi Godspeed You! Black Emperor. Il loro post-rock è tutto tranne convenzionale, non lo è ora e non lo è mai stato nella loro ventennale carriera.

Sul palco di presentano in 8 (2 batterie, 2 bassi, 1 violino, 3 chitarre), ma diventano in 9 quando interviene sul palco il sassofonista Edoardo Marraffa (impegnato in improvvisazioni su Fam/FamineUndoing a Luciferian Towers) e il conto arriva a 10 con Philippe Leonard, accreditato nei dischi, autore dei video e impegnato dal vivo a manipolare 4 proiettori (rigorosamente in pellicola 16 millimetri).

Godspeed You! Black Emperor non sbagliano una virgola, anzi. Infarciscono la loro musica di ulteriori elementi di sperimentazione. La tracklist di stasera propone tutto il recente Luciferian Towers (con i brani in ordine sparso) e l’EP del 1999 Slow Riot For New Zero Kanada. Le Torri di Lucifero altro non sono che i grattacieli-fortezze del capitalismo, che noi, poveri membri della gente-comune, guardiamo inebetiti come un animale su una strada, di notte, con i fari di un’automobile puntati negli occhi. Solo che… quell’automobile fra poco, pochissimo, ci investirà.

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God Speed You! Black Emperor – Foto di Danilo Marocchi

Nel frattempo però ci facciamo investire con piacere e con gioia dalle due ore di concerto dei Godspeed You! Black Emperor, capaci di catturare completamente la nostra attenzione con una proposta musicale in cui post-rock (sempre lui!), experimental, elementi classici, spruzzate di progressive e diosolosachealtro si fondono in un magma sonoro che si prende tutto il tempo di cui ha bisogno per esprimersi, fregandosene altamente di qualsiasi regola da air play.

Immensi, poetici, virtuosi senza esibizionismo, senza alcun light show, ricchissimi di contenuti senza dire una parola, i Godspeed You! Black Emperor lasciano tutto alla musica. E in tempi in cui le 7 note sono relegate a una fruizione di tipo usa-e-getta, in cui il livello di attenzione sui prodotti culturali è ridotto ai minimi termini, scoprire di essere in tanti a godere di una esperienza completamente immersiva come quella proposta dalla band di Montreal… lascia nel cuore un filo di speranza.

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Godspeed You! Black Emperor: setlist del concerto di Roma, Villa Ada, 4 luglio 2018

  • Hope Drone
  • Bosses Hang
  • Anthem for No State
  • Fam/Famine
  • Undoing a Luciferian Towers
  • Moya
  • BBF3
  • Song played from tape
  • Outro (String Loop Manufactured During Downpour)

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This Will Destroy You – Foto di Massimo Garofalo

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About Massimo Garofalo

Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock. Parola d'ordine: curiosità. Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)
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