Fvzz Populi: recensione di III

I Fvzz Populi sono un power trio in stato di grazia e III rivela la natura fuzz-blues del gruppo.

Fvzz Populi

III

(Retro Vox Records)

rock

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Come si può notare dal titolo di zeppeliniana memoria, III è il terzo album dei Fvzz Populi, band romana che ha registrato questo lavoro in presa diretta nel febbraio del 2020, poco prima che l’Italia e il mondo intero venissero rinchiusi in casa a causa del Covid 19.

Questo disco è molto energico e rivela la natura fuzz-blues di un gruppo che sembra pagare volutamente dazio a gente come Mudhoney, Blue Cheer e Sonic Youth.

Ci sono momenti in cui questi due “generi”, così lontani tra di loro, hanno la capacità di fondersi in un’unica entità, riuscendo a sublimare un discorso musicale che potrebbe sembrare impossibile da realizzare.

Invece, il power trio è in stato di grazia e non sbaglia un colpo, a partire dalla cupa introduzione (Intro) per continuare con l’ottima Post Shit sino ad arrivare alla perfezione sonora di Tied. Ci si addentra in un viaggio dalle tinte grigie, nel quale la solarità non la si puo e non la si deve trovare in nessuna maniera.

Qui dentro, di contro, c’è la nebbia di un lunedì di novembre, la foschia mattutina, ma anche l’aridità estiva, il grigio di certi giorni primaverili e parecchia rarefazione.

La sublimazione musicale si rivela nelle contorte note di questa fatica che riesce a sorprendere ed a trovare sempre delle vie d’uscita di difficile soluzione.

È come se ci trovassimo a vivere in un condominio i cui inquilini riscuotano conferme e meritati complimenti che non sono altro che quelli che dobbiamo rivolgere a quell’Italia underground, poco incline alle melodie facili, ma fortemente convinta che si possa scorgere una soluzione di qualità al torpore dei nostri giorni.

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Francesco Brunale
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