Emanuele Colandrea: recensione di Belli Dritti Sulla Schiena

Emanuele Colandrea: Belli Dritti Sulla Schiena. L’ex cantante degli Eva Mon Amour e Cappello a Cilindro pubblica un disco di genuini inediti tra folk, cantautorato e buoni sentimenti.

Emanuele Colandrea

Belli Dritti Sulla Schiena

(FioriRari)

folk, canzone d’autore

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Emanuele-Colandrea-recensioneQuesto Belli Dritti Sulla Schiena è il primo disco completamente di inediti della nuova vita cantautorale di Emanuele Colandrea, vita che è iniziata all’indomani dello scioglimento degli Eva Mon Amour 7anni fa, quando Emanuele si era presentato con un primo album di cover di quella band e del gruppo precedente, i Cappello a Cilindro, aggiungendo alcuni suoi brani inediti.

Dopo due Ep acustici, appassionanti, carichi di storie e di buone intenzioni, ecco quindi che Colandrea si mette alla prova del nove attraverso dieci brani scritti da lui e prodotti da Pier Cortese, altro cantautore che ha collaborato con Niccolò Fabi e Roberto Angelini.

Lo stesso Angelini partecipa al disco suonando le chitarre. Ben conscio di non aspettarmi certo le sonorità dei dischi degli Eva Mon Amour, ero consapevole che sarebbe emersa la vena cantautorale di Emanuele che mi affascina tanto, fatta di canzoni un po’ filastrocche e un po’ poesie piene di sentimento in equilibrio su melodie semplici e rasserenanti.

Ci sono canzoni che ci spiegano come deve essere presa la vita, senza pretese, lasciando che il destino faccia il suo corso, senza doverci guardare indietro, come sopra un’altalena, rimanendo Belli Dritti Sulla Schiena, senza timori se si ha La Fortuna di Perdersi Nel Bosco. Di Un Treno Preso a Velletri in un tramonto di maggio dove intanto si scrivono canzoni facendo scorrere i pensieri tra i binari, chiedendo ad Erika, la sua batterista, cosa ne pensa dell’America.

 

Sentimenti ma anche tanta ironia nelle sue canzoni, come rimproverandosi per scherzo di perdere tempo con quella chitarra in Ok Emanuele, su musiche giocose, folk, a volte solo chitarra e un accenno di piano, un disco non fragoroso ma che ci offre un cantautore della scuola romana che semplicemente ci fa compagnia osservando insieme persone, situazioni, luoghi comuni ed il nostro futuro, appoggiando ad un muro la valigia stanca che ci portiamo in questo viaggio della vita che scorre inesorabile.

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Luca Paisiello
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