Editors: In This Light And On This Evening

In This Light And On This Evening avvicina l’indie rock alla musica elettronica in un modo interessante, reso ancor più affascinante da una notevole differenziazione di espressività emotive. I protagonisti di questo esperimento sono gli Editors, promettente band britannica che negli ultimi cinque anni ha riscontrato un notevole successo in tutto il mondo

Editors

In This Light And On This Evening

(Cd, Sony)

indie rock, electro

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In This Light And On This EveningDopo cinque anni di grande successo, per gli Editors è giunta l’ora di presentare il terzo lavoro, In This Light And On This Evening. L’album è totalmente prodotto da Flood, celebre produttore britannico che ha lavorato con artisti di fama internazionale, quali U2 e Depeche Mode. A differenza dei due precedenti album, si sente moltissimo l’influenza del genere synth pop britannico: In This Light And On This Evening è un super-concentrato di new wave elettronica, misto ad un indie rock semplice ma molto piacevole. Se i due precedenti lavori potevano identificare la band nativa di Birmingham come i successori dei Joy Division, questo nuovo capitolo rimanda l’identificazione a certi standard, anche se non più di tanto.

Il primo brano, che dà il nome all’album, è un continuo, lento crescendo di intensità. La voce di Tom Smith è densa, aggravata da continui effetti eco; l’esplosione emotiva viene portata con le percussioni di una batteria molto lontana, sovrastata dai synth, dal basso in completo fuzz, e dal beep monotono di un messaggio telegrafico.

Una scia di ottimismo si fa sentire nel secondo brano, Bricks and Mortar, decisamente più strumentale, e per questo più apprezzabile dall’ascoltatore medio: probabilmente siamo di fronte ad una delle migliori canzoni dell’album. Ci sono comunque parti elettroniche, ma il ritmo ha un buon tiro e la melodia dell’intera canzone sembra davvero convincente, toccando l’apice con un ritornello ben fatto.

Il singolo Papillon ha un’apertura in stile Depeche Mode, ma l’imitazione non riesce poi così tanto: le strofe non sono convincenti, ancora una volta le speranze sono tutte riversate su un buonissimo chorus, emotivo al punto giusto. You don’t know love, The big exit e The boxer accompagnano gradualmente l’ascoltatore ad un momento di quiete, le parti strumentali sono vuote, il riff è ancora caratterizzato da una cornice prodotta dai synth. Le chitarre vengono utilizzate in alcune parti, quasi a cercare di spezzare questa agonia depressiva, ma anzi finiscono con il creare angoscia ed ulteriore ansia.

L’album termina con Walk the fleet road, brano in estrema opposizione alla prima traccia In this light and on this evening per quel che riguarda lo stato emotivo: se la opening track creava un senso di angoscia, quella di chiusura sembra quasi dare un senso di pace e di libertà, reso tale dai continui cori e dagli immancabili synth, addolciti leggermente per l’occasione.

I brani di In This Light And On This Evening differiscono molto tra loro nell’espressività, ma anche nelle varie strutture ritmico-tecniche. Nonostante le differenze, il synth fa da collante all’intero album, totale protagonista del nuovo lavoro della band inglese. E nonostante il genere non possa portare grandi novità, è da riconoscere agli Editors una gran voglia di creare qualcosa di originale: rimanendo fedeli a quanto avevano già espressamente manifestato nei precedenti lavori, seppur con qualche variazione di tema, hanno trovato una propria anima ed un’identità da continuare a coltivare in un futuro che, da quanto emerge in quest’ultimo progetto, si prospetta molto interessante.

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Thomas Cateni
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