Davidormi: Della luna e di altre virtù

Della luna e di altre virtù dei Davidormi è una perfetta colonna sonora, per nulla banale, da mettere in una nottata piena di luna sulla nostra città sia essa reale o interiore, tangibile o immaginaria.
Condivi sui social network:

Davidormi

Della luna e di altre virtù

(Autoproduzione)

canzone d’autore, rock

________________

[youtube id=”wRn9rZlc8″ width=”620″ height=”360″]

Davidormi- Della luna e di altre virtùI Davidormi non sono certo un gruppo mainstream. Della luna e di altre virtù, il loro primo album full length, non è certo immediato, semplice o banale.

La mente di Davide Dormiente, magister faber dei Davidormi, è intrisa di atmosfere astrali e siderali (come indica anche il titolo stesso dell’abum), è affascinata da contaminazioni di generi e di impulsi.

Della luna e di altre virtù è un album da mettere in loop guardando la notte sulla capitale (che è la loro città) dallo Zodiaco o dal Gianicolo.

Tra la matematica e l’amore, apertura dell’album, subito cala chi ascolta nell’atmosfera enigmatica e criptica che è uno dei marchi di fabbrica dei Davidormi. Subito si è catapultati “ai confini del sistema solare” per tornare solo quando finisce Della luna e di altre virtù.

Dal punto di vista musicale voce (e la voce di Davide Dormiente è di un timbro davvero particolare… cangiantemente indefinibile), testo e parti strumentali si rispondono e aderiscono perfettamente.

L’inserimento degli archi, costanti in tutto l’album, è una scelta coraggiosa pienamente azzeccata: così facendo i Davidormi riescono a dare maggiore volumetria a livello armonico.

In Un pessimo esempio astrale Davide parla più che cantare, facendosi cantastorie più che solamente cantante.

I momenti migliori è una bella ballata piena di sentimento e delicatezza. La batteria fa un tappeto ritmico in sottofondo su cui si innesta il dialogo voce-volino e il notevole assolo di chitarra in finale.

I pesi sono distribuiti in modo davvero equilibrato in Della luna e di altre virtù: a I momenti migliori segue Stop al televoto, brano dai ritmi più serrati.

Anche a livello di durata le canzoni sono ben disposte, alternandosi sapientemente canzoni da 3 minuti e brani di 5 minuti, in modo che l’orecchio dell’ascoltatore non sia mai annoiato.

“Viola si commuove, non lo dice a nessuno e di notte ha bisogno di sentire una canzone d’amore”. Eccola: è Viola non vola, sesta traccia dell’album. E’ una canzone che affonda le sue radici nella tradizione cantautorale italiana e segna uno dei momenti di più alto pathos.

Alcune canzoni di Della luna e di altre virtù non sono concluse in se stesse, ma si legano alla traccia successiva. Così accade tra Viola non vola e Paesaggi lunari, in cui la protagonista è la stessa.

Preferisco regredire sotto le stelle si apre con un clima dal sapore mediterraneo e latineggiante.

Sulla luna, undicesima e ultima traccia, si gusta decisamente meglio ad occhi chiusi. In sottofondo si percepisce il rumore di un vortice di vento quando non c’è nulla che gli si opponga. Siamo sulla luna ci dice Dormiente, siamo in un luogo visibile/non luogo onirico, mitico e immaginifico, misterioso, sublime (del sublime teorizzato da Edmund Burke).

Per accostarsi ai Davidormi e alle undici splendide tracce di Della luna e di altre virtù ci vuole tempo, pazienza, mente libera.

Ma le cose belle spesso non sono immediatamente leggibili e comprensibili: è proprio nell’approfondire, nel riflettere, nel mettere in moto processi mentasensoriali che si trova la bellezza.

Solo che spesso ce ne dimentichiamo.


Gli ultimi articoli di Ginevra Fazio

Condivi sui social network:
Default image
Ginevra Fazio