Capitano Merletti: recensione di Medusa

Il doppio disco di Capitano Merletti è un tuffo in un mondo di forme, colori e suoni variegati giunto al suo zenit.

Capitano Merletti

Medusa

(Pipapop Records/Beautiful Losers)

psichedelia, indie-folk

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Il produttore, poli-strumentista e cantante veneto Alessandro Antonel, in arte Capitano Merletti, ha dedicato gli ultimi tre anni alla produzione di quello che per lui è l’album della vita, l’opera omnia che contiene i momenti più importanti della sua esistenza. Ed è proprio in quest’ottica che occorre approcciare Medusa e le 21 tracce che lo compongono: come la narrazione di una storia che cambia ed evolve con il passare del tempo, che però va in senso contrario a tutto, in particolare ai ritmi e alla musica odierni.

Medusa è un mix di psichedelia ‘60/’70 reinterpretata in chiave rock/pop, nella quale estrema cura e attenzione sono portate sia agli arrangiamenti che agli intrecci vocali, nonché alle liriche, sempre molto personali e intime. Alternando chiaroscuri e bagni di luce, così come pezzi autunnali e atmosfere smaccatamente estive, la sua musica ci porta in un mondo colorato, pieno di sfumature, vivo e vibrante.

Capitano Merletti fa parte di quella schiera di cantautori e musicisti che, come i salmoni, risalgono la corrente dei dettami uniformati della scena contemporanea per riprendersi il proprio spazio e far tornare la musica a essere quella forma di espressione di un’urgenza creativa, di un sentire privato e collettivo, per permetterle di tornare a essere quello strumento che consacrerà l’essere umano alla gloria perenne. Specie da considerarsi protetta nel music business mondiale.

Capitano Merletti – You, My Home: guarda il videoclip

 

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Simona Fusetta
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