Border.: recensione di Never Too Late

Il nuovo EP dei Border. tra elettropunk e cassa dritta.  Never Too Late è una miscela abrasiva di alienazione e trance ipnotica.

Border.

Never Too Late

(Elastico Records)

electro-punk, techno, ebm

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“Siamo Border. e non esistiamo. Border. scritto proprio così, con il punto finale che indica la assoluta assenza di confini, in geografia come nell’arte”.

Con questa frase sintetica ma assolutamente efficace, il duo bolognese composto da Erika Spada e Demi More (Alessandro Panighi), descrive il progetto Border. avvolto in un sound estremo che riassume gli ultimi quarant’anni di punk e industrial.

A due anni di distanza dall’ottimo esordio We Don’t Exist, i Border. tornano sul mercato con l’EP Never Too Late su Elastico Records, registrato e mixato da Gianluca Lo Presti presso il Loto Studio di Ravenna.

Affacciarsi nel mondo dei Border. significa allontanare qualsiasi tipo di preconcetto ed aprirsi in maniera totale alla loro espressione artistica che non tollera compromessi, la loro musica, concepita, scritta ed interpretata con un senso di libertà invidiabile, è un incontro esplosivo di sensazioni contrapposte, al tempo stesso alienanti e liberatorie.

Il suono acido, il glitgh touch, la ritmica sferzante, la cassa in quattro quarti, le aperture epocali, i testi impegnati e la voce storta e dissonante di Erika restituiscono un prodotto teoretico ed anticonvenzionale, un vero e proprio antidoto alle regole del mainstream.

Le cinque tracce incluse trattano temi importanti come la denuncia sociale, le argomentazioni relative all’obbligatorietà di consenso nei rapporti sessuali, le paranoie legate all’età che spesso sfociano nell’immobilismo cronico e le innumerevoli problematiche della pandemia.

Never Too Late apre con l’ipnotica Consent, il suono denso, ovattato, notturno delle prime note si trasforma in un groviglio di suggestioni magnetiche entro le quali si libera la voce di Erika in costante bilico tra sensualità seduttrice e impassibilità da TG di prima serata.

Il ritmo battente di Off spiazza per i potenti giri di chitarra in stile hard rock mentre la convincente cover di Human Fly dei Cramps stupisce per l’ossatura ancor più torbida dell’originale.

Covidance esorcizza in chiave ironica il periodo pandemico, il techno sound risulta acidissimo così come il messaggio intrinseco, il video di contorno con la bella animazione di Veronica Fausti, descrive tutto ciò che negli ultimi due anni abbiamo dovuto subire: pillole, vaccini, mascherine, green pass, varianti covid e compagnia cantante, il sottile ma percepibile sarcasmo sui no vax unito al complottismo e allo scetticismo nei confronti della scienza vengono riassunti in un solo slogan: “Cosa c’è dentro?”.

https://youtu.be/1Lh6UnVNtQ4

 

Chiude Too Late con il suo incedere incalzante e la durezza dei suoni, “conosci chi dice che è troppo tardi? Io no” canta Erika lanciando un monito a chi abbandona le proprie passioni solo perché nel frattempo è diventato “grande”, non è mai troppo tardi per trovare una nuova direzione, non è mai troppo tardi per dedicarsi alle passioni, non è mai troppo tardi per essere felici, questo sembrano voler dire i Border. in Never Too Late, un mini disco che ha solo una pecca, quella di finire troppo presto e lasciare con la voglia.

Nessun limite, nessun confine, nessun vincolo, nessun controllo, nessuna compiacenza, i Border. sono puri e crudi e ci piacciono così.

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