Beltrami: Intorno

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Beltrami

Intorno

(BulbartWorks)

rock, jazz, r’n’b

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BeltramiUn buon disco si riconosce al primo ascolto, quando leggi i suoni delle diverse canzoni e percepisci che, in fondo, si tratta di una sottile linea di congiunzione che collega la prima all’ultima nota. E ti soddisfa. Il disco dei Beltrami, Intorno, è la prima fatica ufficiale della band partenopea, costituitasi nella formazione attuale nel 2011, che ha partorito l’album dopo un anno di lavoro in studio tra Succivo (CE) e Dublino (AP Studios per il mixaggio).

Intorno mescola il sound tipico di questo gruppo emergente, che spazia tranquillamente (ma con molta sicurezza) dalle note eleganti del jazz fino ai suoni più duri delle chitarre rock, sonorità alla Tom Waits impreziosite in alcuni brani dal sassofono di Pasquale Ambrosio, dal violino di Giovanna Moro e dal lapsteel e voce di Roberto Angelini, che nella riuscita ballad rock Prima o Poi accompagna il frontman Giampiero Jum Troianiello, su brani quasi sempre di stampo cantautorale.

L’album colleziona stati d’animo in musica: si apre con la leggerezza di brani come Lo Spazio di una Sillaba, dove il sassofono trova le “parole” che le persone della canzone non riescono a dirsi. Il jazz padroneggia invece in Primadì, ripescato dal precedente EP Ditelo ad Annie del 2011. Intorno prosegue poi con le sonorità più morbide e introspettive di ballate rockeggianti come Eureka! e la già descritta Prima o Poi.

A chiudere il cerchio dei sentimenti esplorati è la bellissima Tu, il mare, dove a padroneggiare un’ultima volta sono gli archi di Giovanna Moro. Il brano è stato scelto per essere il secondo singolo estratto dall’album.

Buona la prima dunque, per questo gruppo che alle prime armi non è: tutti provenienti da studi ed esperienze musicali, i Beltrami dimostrano con Intorno una maturità sonora non comune. Archi, sassofono, chitarre, batteria e voce si mescolano fluidi e senza incertezze in tutto il disco, come “il vento che muove il mare”, dando il giusto merito ad ognuno.

 

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