Beat Hotel: recensione disco omonimo

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Beat Hotel

s/t

(Occultation Recordings)

indie rock

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Beat Hotel recensioneI Beat Hotel sono una sorta di collettivo che mette insieme membri attuali e passati di band quali The June Brides, The Weather Prophets e Mojo Fins. Nomi forse poco conosciuti dalle nostre parti, ma che nel Regno Unito hanno lasciato la loro impronta sin dalla fine degli anni ’80. Nati dall’incontro di Paul Pascoe, voce e chitarra, e Arash Torabi, basso e cori, si riuniscono di tanto in tanto per dare forma a progetti particolari o, come in questo caso, a un LP.

Lontane dalle logiche di mercato, le produzioni dei Beat Hotel scaturiscono dalla necessità di realizzare qualcosa di molto speciale. E questo nuovo LP omonimo non fa eccezione. Sei tracce, tutte originali (tranne la cover di Beat Girl di The Wishing Stones), frutto della spinta creativa propria della fine di una relazione. Paul Pascoe ha così trovato conforto nella musica, e dal suo processo di riapprendimento di come stare al mondo è nata una collezione di canzoni sull’amore e sul baratro nel quale inevitabilmente finiamo quando ci confrontiamo con i nostri segreti più oscuri e i nostri demoni.

Da questa lotta interiore è però scaturito un lavoro tutt’altro che malinconico e dark, a cominciare dal positivismo emanato da Feel it, primo singolo estratto. Un tappeto musicale rock’n’roll, sporcato da tocchi blues (Low slung loser) e pop in chiave sixties (Heat light fire). Un suono che affonda le proprie radici nella Gran Bretagna degli anni ’80 e che nelle sue varie declinazioni ha cavalcato l’onda fino alle soglie del nuovo millennio.

Chissà se questo album avrà un seguito e quando, data la peculiarità di questo progetto nel suo insieme. Di sicuro, i Beat Hotel sono riusciti a dare nuova linfa a un rock pieno di contaminazioni, che viene dal passato e guarda al futuro. Disponibile in digital download e in vinile, per l’appunto.

https://youtu.be/5IRSI15kbes

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