Art of Flying: Though the Light Seem Small

Confondere le idee dell'ascoltatore, sballottarlo tra dolcissime melodie e, repentinamente, cambiare atmosfera facendo piombare tetre e sinistre ombre, è quello che agli Art of Flying riesce meglio

Art of Flying

Though the Light Seem Small

(Cd, Discobolus)

country, folk, art rock

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David Costanza e Anne Speroni sono attivi in quel di Los Angeles sin dagli anni ’80 (con le sigle The Whitefronts, Lords of Howling e altre ancora) e il loro progetto Art of Flying è più uno stile di vita, una visione dell’arte e della musica, più che un semplice gruppo musicale.

Come suona questo disco: descriverlo a parole è opera per funamboli più che recensori. La cartella stampa mi aiuta e parla di un improbabile Bob Dylan sorpreso a suonare tra le suggestioni del deserto. Io vi dovrei invitare ad aggiungergi echi di mariachi messicani, qualsiasi influenza folk vi salti in mente e la voglia di sorprendervi a scoprire derive strane, come magari il basso che alla chettichella se ne va verso derive dub, solo accennate, ma sufficienti a disorientarci.

La title track ThOUGH the LIGHT seem small (loro amano scrivere questo titolo così, con questa esatta sequenza di maiuscole e minuscole) è una ninna nanna dolcissima, con un timido arco, salvo poi trasformarsi in una canzone degna di un qualsiasi film Disney con strega, con tanto di fiati inquietanti.

Insomma, ThOUGH the LIGHT seem small è un disco tanto difficile da raccontare quanto invece non lo è da ascoltare. E’ chiaro, bisogna abbandonare qualsiasi tipo di pregiudizio su cosa sono i generi musicali e su come debbano eventualmente convivere fianco a fianco, invece che mischiarsi e mischiare le carte come succede qui. Ma d’altro canto confondere le idee dell’ascoltatore, sballottarlo tra dolcissime melodie e, repentinamente, cambiare atmosfera facendo piombare tetre e sinistre ombre, è quello che agli Art of Flying riesce meglio.

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Massimo Garofalo

Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock.
Parola d'ordine: curiosità.
Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)

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