Annozero: recensione di Bile

Se gli Annozero fossero di New York, in molti griderebbero al miracolo. Le sei canzoni inserite all’interno di Bile sono davvero devastanti per potenza, intensità e violenza sonora.

Annozero

Bile

(Scatti Vorticosi Records)

hardocore

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Se gli Annozero fossero di New York, in molti griderebbero al miracolo. Purtroppo, o per fortuna, a seconda dei punti di vista, sono italianissimi e i singoli membri hanno avuto nel corso della loro esperienza molte esperienze con band più o meno underground.

Detto questo e ritornando al discorso newyorkese, appare lapalissiano come questo interessante EP risenta pesantemente della lezione messa in atto nel corso degli anni da gente come Biohazard, Orange 9mm e Downset. Le sei canzoni inserite all’interno di Bile sono davvero devastanti per potenza, intensità e violenza sonora.

Non si fanno concessioni da un punto di vista melodico e i testi, sostanzialmente, si sposano bene con un sound che non fa prigionieri.

Già il titolo è tutto un programma e quello che poi si ascolta esalta l’impatto di un gruppo che dal vivo mieterà molte vittime sotto il palco.

Per gli amanti del genere, ci troviamo dinnanzi a qualcosa che va preso.

La brevità dei pezzi, tutti veloci e impetuosi, riporta davvero indietro con gli anni quando l’hardcore era uno spaccato importante della musica mondiale. Molte volte ce lo dimentichiamo ed allora è giusto che gente come gli Annozero ci ricordino certe lezioni che non possono essere messe nel dimenticatoio.

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Francesco Brunale
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