An Early Bird: la recensione di Echoes Of Unspoken Words

La musica di An Early Bird e il retrogusto agrodolce dei ricordi: parliamo di Echoes Of Unspoken Words.
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An Early Bird

Echoes Of Unspoken Words

canzone d’autore, dream pop

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An Early Bird- la recensione di Echoes Of Unspoken WordsEchoes Of Unspoken Words è un diario di pensieri in grado di farci assaporare il retrogusto agrodolce dei ricordi.

Undici tracce di nostalgia e fragilità, dove Stefano De Stefano (nome del cantante nascosto dietro al progetto An Early Bird) ricama stesure melodiche e delicate su composizioni figlie degli ascolti e delle molteplici esperienze maturate nel tempo.

Nell’album, infatti, si parte dalla venatura futurista ed elettronica (oltre che largamente tributante dei Beatles) dell’iniziale Declaration Of Life e si arriva fino alle scelte più puramente cantautorali di brani come Stay e dell’autunnale Fire Escape, passando lungo il tragitto per richiami al soft-pop internazionale degli anni 2000, specialmente in Racing Hearts (singolo che presenta il miglior ritornello dell’opera) e State Of Play.

The Magic Of Things è il momento più riuscito e gradevole di una tracklist decisamente uniforme, carico di incanto e impreziosito da una particolare attenzione nell’inserimento di ogni piccolo suono o sfumatura strumentale, mai casuali e sempre volti ad accentuare l’immaginario estasiato e sognante proposto dal musicista partenopeo.

Più deboli si dimostrano, invece, canzoni come From Afar e The Prisoner, entrambe carenti, in fase di missaggio, dell’ispirazione necessaria per conferire corpo e apertura alle due produzioni, le quali finiscono per risultare povere e incomplete.

In ultima analisi, possiamo affermare come Echoes Of Unspoken Words sia un lavoro esaltante le piccole cose, tenuto insieme da un filo rosso di amore e malinconia, con cui An Early Bird mette nuovamente in mostra (e con crescente maturità artistica rispetto a quanto ascoltato dentro In Depths) carisma e personalità, oltre a uno spiccato talento nel trovare un punto di equilibrio centrale tra la musica che è stata e quella che sarà.


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Alberto Maccagno