Agnese Valle: la recensione di Ristrutturazioni

Agnese Valle con Ristrutturazioni... ristruttura l’anima in questo suo terzo album dettato da un cantautorato leggero, dolce di canzoni tediate dal necessario cambiamento.
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Agnese Valle

Ristrutturazioni

(Maremmano Records/Ird)

canzone d’autore

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agnese-valle-recensione-ristrutturazioniIl terzo disco della cantautrice romana Agnese Valle, Ristrutturazioni, racconta di cuori al guinzaglio da tenere a bada nel modo migliore, buchi in mezzo al petto, sorrisi artificiali che valgono programmi elettorali, pensieri che scivolano tra euforia, eccessi, alti e bassi, lezioni imparate dalle sconfitte della vita che si trasformano in risalite da donne che sono madri, ma anche regine.

Èun percorso di rinascita che si specchia nella metafora di un appartamento o palazzo rimesso a nuovo, qui “edificato” su 11 brani leggeri e una cover di Ivano Fossati, Ventilazione.

Dalla prima traccia Palmo su Palmo scopriamo che quello di Agnese Valle è uno stile musicale classico e delicato arricchito da lievi sonorità elettroniche, in grado di creare un legame intimo con l’ascoltatore. La linea melodica, ordinariamente semplice e con buoni arrangiamenti come in Corto Circuito, sostiene il messaggio sussurrato dalla voce morbida e comunicativa della cantautrice in un ambiente confortevole e privo di turbamenti elettrici, se non sulle code di alcuni brani come Cactus e Fame d’Aria.

Dal suo primo album, Anche oggi piove forte, alla seconda produzione discografica, Allenamento al buonumore, Agnese ha ricevuto la candidatura a concorrere per i prestigiosi Premio Tenco e Premio dei Premi del MEI, vincendo i Premi della Critica al Bianca D’Aponte del 2016 e Voci per la Libertà per Amnesty International la scorsa estate, con un brano presente in questo nuovo disco, La terra sbatte, che ricorda le tragedie del Bataclan e della Promenade des Anglais di Nizza, suonato con la Piccola Orchestra di Tor Pignattara, composta da ragazzi e ragazze immigrati diretta da Pino Pecorelli dell’Orchestra di Piazza Vittorio.

Il percorso musicale della Valle è iniziato con il clarinetto, diplomandosi al Conservatorio di Musica di Santa Cecilia in Roma, prestando la sua bravura con lo strumento per Cancao do Mar cantata da Francesco Di Giacomo e nell’album Il fischio del vapore di Francesco De Gregori con Giovanna Marini, oltre a musicare per cinema e teatro. Da quest’anno Agnese conduce anche un programma su Radio Elettrica, emittente co-fondata dal nostro Direttore Massimo Garofalo. È anche docente presso la Casa Circondariale Femminile di Rebibbia di Roma e il carcere di Sollicciano di Firenze per CO2, progetto di educazione all’ascolto nelle carceri ideato da Franco Mussida.

Agnese avvicenda brani di dolce malinconia (Come la Punta del Mio Dito) a riflessioni struggenti (Di carne e di Pietra, L’ultima lettera dell’astronauta), raccontando l’ansia del cambiamento, le paure, i dubbi dell’abbandonare vecchie strade, certamente poco stabili, per un itinerario insicuro ma in evoluzione, imparando a convivere con le delusioni, la solitudine, l’incertezza. Nelle sue canzoni riconosciamo uno spaccato della nostra vita mutata dalla relazione tra infanzia e vita adulta, ossessionati da un Cortocircuito che non riesce ad accantonare i tristi pensieri nella propria testa, arrivando alla fine ad affermare con forza la propria identità solo dopo un percorso di ristrutturazione dell’anima, avvenuto tramite vari impulsi emotivi, fino a far dissolvere tutte le insicurezze, a partire da relazioni non confortevoli.

Le canzoni di Ristrutturazioni sono avvolte da un songwriting intimo e personale dove si nota una certa introspezione nelle liriche nei brani, accompagnati da pianoforti, chitarre, tastiere e, ovviamente, il clarinetto. I brani non sono tutte ballate dal ritmo lento, nel disco di Agnese Valle si avvertono influenze alla Jannacci e alla De Andrè come Al Banchetto dei Potenti e l’ironica Il Tonno che colorano di brio l’album che si chiude con una speranzosa Scivola, in cui si invita a vivere il presente. Una voce piacevole su canzoni introspettive, leggiadre, signorili, da coccolarsi sul divano.


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Luca Paisiello