A Shoreline Dream: recensione di Loveblind

Gli iconici neo-shoegazers A Shoreline Dream tornano con il sesto album in studio. Loveblind è una trasvolata onirica sulle ali di un tormento emotivo trasognato e oscuro.

A Shoreline Dream

Loveblind

(Latenight Weeknight Records)

shoegaze, post-punk

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Immaginate di trovarvi ancora nel caldo ventre di vostra madre, inconsapevoli di quanto accada all’esterno di quel microcosmo protetto, pensatevi fluttuare nel liquido amniotico prima del brutale confronto con la realtà (inumana) degli umani, la colonna sonora ideale per questo transfer intrinseco verso le origini primordiali ve la servo su un piatto d’argento, si intitola Loveblind ed è il sesto lavoro in studio dell’iconico progetto shoegaze/post-punk A Shorline Dream.

La formazione, nata nel 2005, ancorata alla figura del polistrumentista e cantante Ryan Policky insieme al chitarrista Erik Jeffries, è divenuta sempre più florida grazie ad una serie di album molto intensi e alle collaborazioni con alcune leggende della musica internazionale come Ulrich Schnauss, Mark Kramer e The Engineers.

Loveblind, prodotto da Ryan Policky e registrato tra la fine del 2021 e luglio 2022 nel sobborgo Barnum di Denver, si presenta in tutta la sua bellezza plasmata sui suoni di chitarra tipici del duo uniti ai pastosi strati di synth e alle voci sinfoniche che sembrano venir fuori dal fondo di un pozzo.

In queste ultime settimane si torna a parlarne per via di un singolo anomalo, perché strumentale, terribilmente torbido, onirico e affascinante, parlo di Driveaway, un brano simbolo in quanto espressione tangibile del progetto ASD che profuma di spazi oceanici orizzonti aperti tradotto in immagini dallo stesso Policky che lo racconta così “il video è stato girato in esterni a Barnum (Colorado) durante uno dei miei trekking preferiti in montagna, il Central City Graveyard, nascosto in cima a una montagna, sepolto da strati di alberi… Il concetto visivo si basa su ciò che sta accadendo alle persone intente a vivere la propria quotidianità. Ora che stiamo tornando alla vita pre-pandemica, ci troviamo in una situazione completamente nuova dove i confini sono costantemente superati…alcuni si arrendono, altri la usano come via di fuga, altri ancora si spostano in uno stato di ibernazione. Nel video è esattamente la stessa cosa, c’è una persona espulsa da una forza sconosciuta in uno status tra sogno e confusione mentre tutto si fonde in un luogo di un passato lontano, un luogo in cui alla fine ci ritroveremo tutti”.

Il full-lenght affonda dunque le radici nei ricordi e nei desideri dei tempi andati ma al contempo guarda avanti, verso un futuro accecante cavalcando un flusso di onde sonore altamente suggestive, 11 tracce per 40 minuti di belle emozioni, di paesaggi sonori progressivi intrisi di goth dove agglomerati di malumore, esplosioni di rock e ritmi soffocanti si mescolano con il dolore, l’amore, la speranza e i momenti di pre-morte vissuti durante i mesi di gestazione.

Il mood sospeso e dilatato di pseudo ballad come Loveblind e The Grind si alternano quindi alle pulsazioni ossessive di tracce più tenebrose come le amabili Alarms Stop Ringing e Mariupol dal basso sublime passando per territori diversi e giungere infine a quelli squisitamente shoegaze di The Spring Comes Clean e Harlow Syndrome.

Loveblind è un giro vizioso e rapito all’interno dei sentimenti umani, una certosina ricerca interiore filtrata dalle percezioni legate alle memorie e alle cupidigie remote, Loveblind è un percorso sonoro notturno, oscuro, selvaggio, inquieto ma anche (e forse soprattutto) sognante.

 

https://www.facebook.com/ashorelinedreamband/

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