Various Artists: recensione di La Danse Macabre 19

At Sea Compilations presenta La Danse Macabre 19, un nuovo, affascinante, viaggio nella scena dark underground. La compilation, giunta al suo diciannovesimo capitolo, propone una selezione accuratissima di goth rock, darkwave, post-punk e zone limitrofe.

Various Artists

La Danse Macabre 19

goth rock, post-punk, darkwave


Chi ha detto che la scena oscura internazionale è ormai in lenta e inesorabile discesa? Chi ha detto che oltre ai grandi gruppi entrati, anche obtorto collo, nel mainstream non esista un sottobosco prolifico e interessante? E infine chi ha detto che non sia in corso un necessario e salvifico ricambio generazionale? (Nota a margine; per questo aspetto sarebbe necessaria una lunga e dettagliata riflessione a parte).

At Sea Compilations, con la sua diciannovesima edizione di La Danse Macabre, è qui a ricordarci che guardando aldilà del proprio naso, aprendo bene le orecchie e dimenticando per qualche istante i roboanti nomi storici della scena, si possono incontrare nuovi talenti pronti a stupirci con le loro produzioni.

Dare voce a chi ne ha più bisogno perché non ancora giunto ad una platea largamente estesa, rimane senza dubbio una delle missioni di chi la musica l’ascolta col cuore e non con il portafogli in mano, La Danse Macabre 19, disponibile su bandcamp, prosegue infatti il concetto già sviluppato con le 18 edizioni precedenti ovvero quello di offrire una panoramica ampia ma sempre coerente sulla musica underground, dark alternative contemporanea, accuratamente selezionata e sequenziata con enorme cura.

Come negli anni precedenti l’attenzione si focalizza sulla qualità unita alla diversità dei vari progetti, la catena di compilation, nota per la deliberata attenzione rivolta ai nuovi arrivati, agli artisti indipendenti ed alla creazione di line-up internazionali, si muove ancora una volta nel proprio habitat naturale dislocato tra post-punk, goth rock, darkwave e zone limitrofe, includendo 131 minuti di musica per trentadue brani di artisti provenienti da Irlanda, Regno Unito, Svezia, Norvegia, Polonia, Australia, Germania, Stati Uniti, Georgia, Ungheria, Danimarca, Canada e Italia..

A rappresentare il gothic rock, molto spesso contaminato, si susseguono affermati artisti tedeschi come Mystigma, Reptyle e Voyna (side project di Peer Lebrecht, voce e leader carismatico dei Golden Apes) ma anche Black Rain, Black Rose Moves, Truly Lost e The Glass House Museum, mentre la zona electro wave è affidata ai brani di Mixina, Bleached Heat, Don’t, Ceremony Shadows, Plastik Noir e The Occasion (solo project di Vanessa Funke).

Nella raccolta trovano spazio anche la band psych-rock Hollow Howl, il duo doom-rock Amnesiak, gli Isomania e i Fuzzdolly di ispirazione grunge, il dream-pop di HalfCutLemon  e il dark-pop del duo canadese SU alle prese con una versione sobria e avvincente di Say You’ll Be There delle Spice Girls ma gli amanti del post-punk energico e influenzato dal punk impazziranno per le dinamiche sonore di Izzy and the Black Trees, Neponset Monastery, Funeral Process e Dystymania.

Nota di merito per i progetti che convincono appieno, tra i migliori cito Angst-Joy (Wasted Land), Black Rain (Save me), Black Rose Moves (Summer of Sorrow), Bleached Heat (Flail), Death By Nature (Noice), Dystymia (Sen Jak Każdy Inny), Funeral Process (Black Cat), Isomania (Distasteful), Neponset Monastery (Words They Served), Scattered Ashes (We Sell Silence), The Occasion (She’s the Sun), Thin Eater (Silently Quitting at the Speed of Light) e Truly Lost (Red Shadows).

Operazioni come queste fanno bene alla divulgazione generale della musica oscura ma servono anche ad accendere piccoli fuochi di curiosità benedetta che spesso potrebbe perfino sfociare in incendi inarrestabili.

https://atseacompilations.bandcamp.com/album/la-danse-macabre-19

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