Vikowski
Consistency
(Icy Cold Records)
new wave, post-punk
Coerenza come modus vivendi, coerenza come disperata forma di resistenza attiva contro l’immane esercito di banderuole al vento, prone e servili solo e se conviene, coerenza come ultimo baluardo di rettitudine morale, coerenza come unica arma di difesa, coerenza come rispetto nei confronti di sé stessi.
Vi siete mai chiesti se e quanto siete stati e siete ancora coerenti? Vi siete mai interrogati sulla parola coerenza (una delle più nobili incluse nel dizionario)?
Se così non fosse a ricordare il concetto base ci pensano i milanesi Vikowski con la loro ultima produzione, Consistency (coerenza appunto), mirabile nuovo album appena uscito su Icy Cold Records.
Malinconico e terribilmente realistico fin dalla copertina che, grazie a un efficace scatto in rigoroso bianco e nero, ritrae una storia comune, una di quelle viste mille volte ma sulle quali forse non ci siamo mai soffermati, protagonisti sono cinque uomini intenti a consumare un pasto frugale e solitario, seduti a cinque tavoli diversi, probabilmente a una distanza di non più di cinque passi gli uni dagli altri ma, paradossalmente, la vicinanza corporea non facilita in alcun modo uno straccio di rapporto sociale, nessuna condivisione, nessuno scambio, nessun cenno di saluto, ciascuno a capo chino sul proprio piatto, immerso nei propri pensieri, sovrastato dal peso del mondo, fagocitato dalla tossicità di una vita sempre più avviluppata su sé stessa.
Il filo conduttore del disco va infatti ricercato in un tema essenziale ovvero quello della persistenza nella coerenza, la capacità di rimanere nel qui ed ora non sottraendosi alle difficoltà, tentando ad ogni costo l’impegno sociale, coltivando relazioni d’amore e d’amicizia, insomma provarci fino alla fine anche quando risulta doloroso, anche quando si deve ricorrere a compromessi o a cambiamenti radicali.
Esplorando l’equilibrio fragile tra il proprio io e il mondo, Consistency attraversa i perigliosi terreni della solitudine e della nostalgia in maniera delicata sfiorando le camere buie dei sentimenti più profondi come forze motrici imprescindibili.
Il pianoforte e i sintetizzatori rigogliosi di The Long Run (2021) per certi versi accomunabili alle ultime produzioni di Nick Cave, cedono il passo alla chitarra elettrica come assoluto fulcro melodico sorretta da efficaci giri di basso essenziali, la batteria elettronica di matrice Joy Division/New Order e quella voce lontana e distante che accende tutti i sensi e contribuisce non poco alla nuova dimensione della band.
Il sound dei Vikowski è insomma in netta e percepibile evoluzione e quello che era nato come solo project di Vincenzo Coppeta (basso/voce) è diventato nel tempo un gruppo di lavoro consolidato, corale, maturo e coeso, dopo l’arrivo in line-up del batterista Lorenzo Pisanello (anche mixing e mastering) e del chitarrista nonché seconda voce Alessandro Panzeri.
Le otto tracce di Consistency viaggiano su immaginari sonori minimali, dinamici, pulsanti, oscuri, a tratti spettrali ma anche terribilmente cinematici impreziositi da testi cupi quanto basta per costringere chi ascolta a una auto analisi provvidenziale e necessaria, affilati come lame e come lame feriscono lasciando però intravedere una possibile via di salvezza.
Milano come Salford, Milano come Manchester, quel grigiore strisciante di sottofondo che diventa arte sublimandone i dettagli, Warsaw apre il sipario su un universo magmatico e fuliginoso, i Joy Division sullo sfondo, un basso monocorde a segnare il tempo ossessivo per un brano che non esplode ma resta invece sospeso in un loop folgorante.
Viaggiano su territori darkwave di raffinatissima fattura Pollution con quella voce estraniante che profuma di alienazione e resa (adoro) e riporta alla memoria i Killing Joke dei pieni anni ottanta (leggi Brighter than a thousand suns), Transparency con la sua irraggiungibile aura malinconica, la splendida Decay dominata da un basso portante su una struttura sonora da manuale dove si annidano perverse storture magnetiche fino alla più ariosa White Moon, tonda dalla prima all’ultima nota.
E poi le ballad o pseudo tali, nostalgiche fino al midollo, emozionali ed emozionanti, tutti gli strumenti (compresa la voce) al servizio di due vere perle, parlo di Nightwalk in odore di passeggiate notturne in solitaria, magari sotto una pioggia sottile mischiata a lacrime involontarie e la splendida Summer Rain, armoniosa, dolce e perfino romantica, degna chiusura di un disco sorprendente.
Milano come Salford, Milano come Manchester, i gelidi crepitii mai sopiti della grande tradizione post-punk/new wave risuonano come un miracolo in questo gioiello dei Vikowski che non potete assolutamente lasciarvi sfuggire, Consistency is the new wa(ve)y.
https://www.facebook.com/vikowskimusic
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