A Crime Called: la recensione di A New Path

Se uno ascolta gli A Crime Called, la prima idea che tira giù è quella di trovarsi dinnanzi alla classica rock band americana. In realtà il passaporto dei musicisti coinvolti in questa formazione è italiano che più italiano non si può.
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A Crime Called

A New Path

(Reality Entertainment)

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recensione a crime called a new pathSe uno ascolta gli A Crime Called, la prima idea che tira giù è quella di trovarsi dinnanzi alla classica rock band americana. In realtà il passaporto dei musicisti coinvolti in questa formazione è italiano che più italiano non si può e ciò è un primo e ottimo segnale.

Fatta questa premessa, le sonorità che pervadono A New Path sono quelle internazionali di gruppi come Paparoach, Lost Prophets, Linkin Park e Incubus e se davvero un disco del genere fosse stato realizzato dalle soprannominate band, avrebbe portato loro in dote tanti soldi e migliaia di album venduti.

Invece gli A Crime Called risultano italiani, ma questo non ha evitato loro di essere gli autori di nove brani tosti, melodici e che si diversificano gli uni dagli altri. In un lavoro del genere ci sono dei veri e propri singoli bomba come, ad esempio, Drown, che più la si ascolta e più viene voglia di risentirla.

Addirittura, nel disco è anche presente la versione unplugged che ne fa capire la sua semplice bellezza. Altra canzone di presa è New Injiection che ricorda gli Audiovent, band che balzò alle cronache a metà dei due secoli, in quanto aveva tra le sue fila i fratelli di alcuni membri degli Incubus.

Più vicina ai Linkin Park, con tanto di orchestrazione e voce quasi trap, è Over Again, mentre l’opener Hide The Feelings paga dazio ai primi Paparoach. Ci sarebbero, inoltre, spruzzatine di Incubus nell’elettronica Pop Could Kill, che è qualcosa che rimanda indietro con la mente agli anni ottanta, riletti, nel caso di specie, con gusto e in Sonic Fear, ambivalente e dalle sfaccettature variegate.

Quello che piace è che il platter non annoia, anche se molti “professori” potrebbero obiettare che ci si trovi dinnanzi a qualcosa che andava anni fa o che ha poco a che fare con la modernità in senso stretto. Mai concetto potrebbe essere più sbagliato, visto che le canzoni sono buone e si reggono da sole come è giusto che sia. Per capire meglio il significato potrebbe bastare Tidal Waves, dura e melodica, con un gran coro piazzato in sede di ritornello.

Alla fine dei conti A New Path è un disco americano, ma suonato da musicisti italiani che fanno della passione e della facilità nella composizione le loro frecce da scagliare. Davvero un ottimo lavoro.

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Francesco Brunale
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