This Eternal Decay: la recensione di Leave

Nella trepidante attesa di poterli nuovamente gustare live, i This Eternal Decay tornano sul mercato discografico con Leave, un EP che conferma il combo romano tra le realtà musicali più interessanti della scena darkwave.
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This Eternal Decay

Leave

(Trisol Music)

darkwave

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This Eternal Decay-recensione leaveNella trepidante attesa di poterli nuovamente gustare live, i This Eternal Decay tornano sul mercato discografico con Leave, un singolo strepitoso accompagnato da tre rivisitazioni della edit version, nella fattispecie due remix a cura di Lestat e Kurs ed una languida e struggente rilettura in chiave acustica impreziosita dalla presenza di Luigi Rubino (Ashram) e Fabrizia Pandimiglio.

L’era pandemica, per fortuna, non ha bloccato l’estro creativo del combo romano composto da Riccardo Sabetti (Spiral 69), Andrea Freda (Spiritual Front) e Pasquale Vico (Date at Midnight), il maxi single pubblicato da Trisol Music, è stato infatti concepito durante questo ultimo annus horribilis di totale e forzata reclusione.

Il prodotto che arriva sulla scia di due grandi successi di pubblico e critica, I Choose An Eternity Of This, esordio del 2018 seguito da Silence del 2020, al quale hanno partecipato grandi artisti come Alex Svenson dei Then Comes Silence, tanto per citarne uno, è la naturale anticipazione del nuovo full-lenght che sarà arricchito dai featuring di Hapax, Avant-Garde (Alessio Schiavi fa già parte della line-up live) e dai remix firmati Actors e Ash Code.

Leave, dichiara la band, è per noi l’anello di congiunzione tra quelli che eravamo fino ad un anno fa ed il nostro nuovo sound che rispecchia i tempi che stiamo vivendo. Un sound più oscuro, minimale e profondo. Una sorta di anteprima sonora di quello che sarà il nostro prossimo album previsto per fine anno.

La edit version parte con l’ipnotico ed irresistibile giro di basso di Pasquale e la precisa e martellante sezione ritmica di Andrea che fanno da tappeto alla voce di Riccardo, affinata negli anni fino a raggiungere una maturità incredibile.

Leave è una hit senza precedenti, un magistrale incastro di suggestioni darkwave, industrial e goth, il brano perfetto, certamente destinato a diventare un must have nella discografia degli amanti del genere ma altrettanto ideale per incendiare le piste dei dancefloor dislocati in ogni angolo del globo.

Con una base del genere sarebbe stato difficile non realizzare dei remix sostanziosi, centratissima la manifattura targata Kurs (side project di Valerio Rivieccio dei Coventry) che mescola a regola d’arte le varie ispirazioni industrial e techno accelerando i beats fino alla tachicardia acustica, Lestat ci mette il carico da undici elaborando un sound ancora più spinto, siamo al limite della trance e ci piace da matti.

A capovolgere le carte in tavola arriva però la quiet version sublimata dal piano di Luigi Rubino e dal violoncello di Fabrizia Pandimiglio, il brano, totalmente scarnificato e ridotto all’osso, fluttua in un mare di onirico romanticismo grazie ad un arrangiamento superlativo, Riccardo canta con una delicatezza che incanta e spezza il cuore.

Se questo maxi single fosse stato concepito da una band internazionale si starebbe già ampiamente gridando al miracolo, ma noi italiani sappiamo bene come farci del male, siamo bravissimi, per puro diletto esterofilo, a non valorizzare i nostri artisti come invece meriterebbero. Nel mio piccolo lo faccio io, sì, grido al miracolo, per un brano assoluto e per una formazione che senza ombra di dubbio, si conferma tra le realtà musicali più interessanti e solide degli ultimi anni.

Ascolta Leave

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Elisabetta Laurini
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