The Spiritual Bat: recensione di Mission:Create

Mission:Create è un'alchimia perfetta di ritualità, meditazione e furia sonora. Srotolate il tappeto rosso, gli Spiritual Bat sono tornati!

The Spiritual Bat

Mission:Create

(Swiss Dark Nights)

gothic-rock

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The Spiritual Bat -Mission Create recensioneMission:Create è un’alchimia perfetta di ritualità, meditazione e furia sonora. Srotolate il tappeto rosso, gli Spiritual Bat sono tornati!

Gli ultimi due anni di pandemia hanno senza dubbio cambiato la vita dell’intero genere umano, non potendo incrociare altri sguardi abbiamo provato a guardarci dentro, ognuno con le proprie armi ha trovato un modo per opporre resistenza alle negatività e alle tante frustrazioni generate dagli eventi.

Mission:Create, il suggestivo nuovo album degli Spiritual Bat, su etichetta Swiss Dark Nights, racconta proprio questo tsunami emotivo, fatto di malessere, disagio e desolazione attraverso l’inconfondibile sound gothic-rock/deathrock al quale ci hanno abituati.

In quasi trent’anni di carriera, gli Spiritual Bat di Dario Passamonti (musica, chitarra, basso, arrangiamenti) e Rosetta Garrì (voce, testi, sequencing, drum arrangements) si sono guadagnati il titolo di cult band, una delle poche in Italia in grado di poter vantare una serie inesauribile di live, cinque tour coast to coast negli States, decine di apparizioni in Europa e Messico oltre alla presenza nei festival più prestigiosi della scena, dal Wave-Gotik-Treffen di Lipsia al Southern Gothic Festival di New Orleans, dal Release the Bats di Los Angeles al Red Party di New York, Mission:Create rappresenta l’ennesima scommessa vinta a pieni voti, l’ulteriore passo avanti nel loro incessante percorso di ricerca, testuale e sonora.

Se l’artwork firmato Lamberto Bracaglia (I Pittori Alchimisti) mantiene un fil rouge con i gloriosi trascorsi dei primi Spiritual Bat, le innovazioni sono da ricercarsi nel mixaggio affidato per la prima volta ad un professionista, Andrea Palumbo, dopo anni di self made  e negli incredibili suoni tribali della batteria acustica di Alessio Santoni che prende il posto di quella programmata da Rosetta, a chiudere il cerchio la presenza di Emilio Torella (basso, tastiere e arrangiamenti in alcune tracce) e Greg Scott Cruz (tastiere in Mission, Close Your Eyes e To The Kuiper Belt).

 

Rosetta racconta: Mission:Create vanta un suono ottenuto attraverso il lavoro di qualcuno che conosce il proprio mestiere, il suono a cui miravamo da tempo. Sebbene si possano riconoscere i suggerimenti dell’eredità postpunk, gothic rock, deathrock, darkwave, deathrock psichedelico e persino di qualche altro stile, speriamo innanzitutto che si percepisca la nostra vera essenza, il nostro universo, la nostra fiaba attraverso un sound che cerchiamo di spingere sempre oltre, mentre contemporaneamente cerchiamo di mantenere qualcosa di grezzo, di conservare un’atmosfera live nelle nostre canzoni che vogliono essere rituali, in un ambiente teatrale, con luci drammatiche… 

Il grido disperato della travolgente ouverture ci scaraventa in una centrifuga di emozioni fortissime, il testo di Mission recita parole pungenti; scrivi, crea, prima che sia troppo tardi, prima che le visioni svaniscano nell’oblio, siamo di fronte ad cavalcata impetuosa sul pentagramma dove si arrampica furiosa la voce di Rosetta, una delle migliori che abbia mai ascoltato dal vivo, una di quelle capaci di farti accapponare la pelle qualsiasi cosa canti.

La tensione aggraziata e per certi versi romantica di Close Your Eyes, ballad di assoluta bellezza, si contrappone alle sublimi storture melodiche di Warrior mentre il rock oscuro ed abrasivo di Sanctu insieme all’incedere incalzante e progressivo di Lockdown avvolgono in spire concentriche di fumo denso dalle quali è impossibile tirarsi fuori.

Quando immagini che la silhouette del disco sia ormai ben delineata arriva Harmonix a stravolgere i piani, Rosetta si misura con la sua imponente vocalità dominando un suono corposo in una sorta di mantra aggressivo e rassicurante al tempo stesso.

To The Kuiper Belt supera i confini della perfezione armonico/stilistica, un brano di quelli che amo definire tondi e non c’è bisogno di aggiungere altro, poi gli argini straripano grazie all’energia di Eternal Youth, preludio al gran finale affidato a Heroes Anymore dove è racchiuso il senso della nostra resilienza post-lockdown.

Mission:Create è l’invito a costruire ponti nel vuoto che ci circonda, a catturare visioni e colori nel buio, imboccare un sentiero da percorrere mano nella mano, uniti, a dispetto del destino e delle condizioni avverse.

Mission:Create è un disco completo, maturo, incredibilmente centrato, un rituale magico, un cerimoniale ascetico, una liturgia di contemplazione e di profondo raccoglimento spirituale.

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Elisabetta Laurini
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