The New Regime: recensione di Heart Mind Body & Soul

Heart, Mind, Body & Soul è una raccolta di 16 canzoni dal sapore synth rock energico e radiofonico che si proietta nel futuro cavalcando le onde del passato.
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The New Regime

Heart Mind Body & Soul

(Elitist Enterprises LLC)

synth rock, industrial rock, elettro-rock, elettro-funk

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The New Regime: recensione di Heart Mind Body & SoulLa condizione di equilibrio tra cuore, mente, corpo e anima rappresenta il viaggio ontologico e metafisico che ogni individuo affronta durante il proprio percorso di vita. L’alchimia circolare tra i quattro elementi influisce, sia in positivo che in negativo, sul nostro benessere fisico e spirituale.

Circolarità trascendentale che sta alla base del concept tematico di Heart Mind Body & Soul, nuovo album dei The New Regime, progetto solista e pseudonimo del polistrumentista Ilan Rubin, batterista dei Nine Inch Nails e della band Angels & Airwaves di Tom DeLonge.

La particolarità di questa release dei The New Regime, oggi più che mai one-man band del prolifico Ilan Rubin (sulle orme di Trent Reznor e James Murphy), risiede nel fatto che è stata pubblicata, negli ultimi sei mesi, in quattro parti, ognuna delle quali contenente quattro brani, suddivisi per ogni argomento. Il numero 4 come fil rouge e metafora del macrocosmo artistico ideato dal musicista californiano.

Un disco che, sebbene sia stato rilasciato nella sua mastodontica versione integrale, può essere consumato a piccole dosi, prendendosi il proprio spazio e tempo d’ascolto. Pratica sempre più desueta, oggigiorno, nel nuovo regime di comunicazione e condivisione globale dell’era moderna; un sistema di potere instauratosi, con il nostro consenso, a causa dello sviluppo esponenziale delle tecnologie digitali e all’avvento dei social network.

Heart Mind Body & Soul è una raccolta di 16 canzoni dal sapore synth rock energico e radiofonico che si proietta nel futuro cavalcando le onde del passato e ripercorrendo, in parte, la lisergica ed accattivante techno degli LCD Soundsystem, gli oscuri sentieri elettro-rock di Paramore e Lostprophets (band con cui Ilan Rubin ha collaborato in passato), le melodie brit pop sbilenche dei Blur e le svisate funky pop di Duran Duran e Muse, per quello che possiamo considerare un vero e proprio assemblaggio ed incastro di tessere liriche e sonore.


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Andrea Musumeci