The Molotovs
Wasted On Youth
(Marshall Records)
rock, mod
Sui The Molotovs (da non confondere con la quasi omonima formazione messicana) si è scritto parecchio in terra d’Albione. Sono stati presentati come la next big thing del rock anglosassone, forti di una miriade di concerti sparsi per l’isola (e non solo) e di una serie di azzeccati singoli messi sul mercato con i tempi giusti che avevano destato l’attenzione non solo degli appassionati, ma anche degli addetti ai lavori.
Non è un caso che artisti come i The Libertines o i Green Day si siano fiondati su di loro e se li siano beatamente portati in tour. Inoltre, la giovanissima età di Issey Cartlidge e suo fratello Mathew Cartlidge (di diciannove e diciassette anni) ha aumentato l’hype intorno a loro.
Ora, finalmente, siamo arrivati alla resa dei conti, visto che il loro esordio, Wasted On Youth, è finalmente fuori. Impressioni? Ottime, non c’è molto da dire, nel senso che i ragazzi ci sanno fare davvero, perchè hanno la capacita di scrivere e suonare canzoni dirette, potenti e che ti rimangono in testa, usando la melodia (parola sconosciuta e fuori moda per gli aristocratici critici di certa stampa con la puzza sotto il naso) come il manuale prevede.
Ci troviamo dinnanzi ad una band che sa unire la potenza dei The Jam, alla spensieratezza dei T-Rex, passando per i soliti The Who che ci stanno sempre bene come il cacio sui maccheroni. Ed è per questo che la ricetta si rivela vincente.
Brani come l’iniziale Get A Life o la stratosferica Come On Now hanno dentro di loro il sacro fuoco dell’ispirazione. Ci troviamo potenza, forza e ritornelli troppo belli per non essere cantati.
Daydreaming sarebbe stata perfetta se fosse uscita negli anni novanta all’interno del britpop (ci sta anche questa influenza), mentre More More More è purissima adrenalina. Non mancano neanche i momenti più riflessivi su cui, probabilmente si sarebbe potuto fare meglio, vedi Nothing Keeps On Youth che trasuda di America Occidentale (leggasi West Coast), ma manca di qualcosa che ancora oggi non riusciamo a capire cosa possa essere. Probabilmente ve lo diremo al prossimo giro.
Per il resto è tutto magnificamente suonato bene e con arguzia. Rhythm Of Yourself è la classica canzone rock che ti prende con la voce di Mathew Cartlidge che è english al 100%.
Siamo nel 2026 e, forse, abbiamo capito che c’è speranza. Il rock non è morto (il funerale va rimandato) e con gente come i The Molotovs (che non è nata con talent show o altro) si può stare relativamente sereni. Di certo Wasted On Youth è uno degli esordi più folgoranti che si possano ricordare da molti anni a questa parte.
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