The Clockworks: recensione di Exit Strategy

I The Clockworks col primo album Exit Strategy si candidano ad eredi del britpop anni '90 e della nuova ondata di guitar indie rock.

The Clockworks

Exit Strategy

(Life And Times Recordings)

indie rock

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Dopo una manciata di singoli molto promettenti, ecco uscire qualche settimana fa Exit Strategy primo album degli irlandesi The Clockworks, da Galway, trasferitisi successivamente a Londra.

Deaths And Entrances inizia egregiamente il lavoro con una ballad piano e voce che ricorda molto i brani più introspettivi dei White Lies. Arriva poi Bills And Pills, in bilico fra i già citati White Lies e le accelerazioni dei primi Interpol.

Con Mayday Mayday, arriva l’ennesimo singolo che già si candida come anthem più cantato ai festival estivi inglesi a cui parteciperà la band. Tutti i testi sono molto interessanti e legati alla quotidianità e spaesamento di tanti giovani e il fatto che ogni traccia sia un potenziale singolo, rende questo concept album ancora più appetibile ma non scontato.

Enough Is Never Enough è il primo brano che ascoltai anni fa della band, poi riarrangiato e inserito nell’album d’esordio, trascinante quanto basta per essere ballato e canticchiato ai live oltre che molto memorabile come ritornello.

Si torna in territorio ballad con Hall Of Fame, che ricorda molto le bellissime malinconie dei Travis poi si aumenta nuovamente il ritmo con Car Song, altro brano che una volta sentito non si stacca più dalla testa.

Danny’s Working Like A Dog è puro britpop, testo importante, orecchiabilità, melodia molto convincente, una delle punte di diamante dell’intero lavoro.

Feels So Real  e Advertise Me restano in ambito britpop-britrock ed è impossibile stare fermi durante l’ascolto, il piede inizierà a muoversi e battere a ritmo.

Le atmosfere alla Manic Street Preachers di Modern City Living conducono a Life In A Day e a Lost In The Moment, altro brano imperdibile che chiude egregiamente un’opera prima che lancia i The Clockworks nell’ambito delle band più promettenti. L’album non è innovativo, ricorda stili di altre band (e quale non lo fa oggigiorno), ma ha personalità e un appeal che fa bene sperare sul proseguimento di questa band molto forte.

 

https://www.theclockworks.band/

 

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Fabio Busi
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