Suz: Shape of Fear and Bravery

Bologna-Torino, guardando verso Bristol: una joint venture nazionale per un sound tutt'altro che italiano. Shape of Fear and Bravery parla di paura e coraggio, di storie e di anni da mettere in musica
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Suz

Shape of Fear and Bravery

(Cd, No Mad Records)

trip-hop

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suzNegli ultimi anni Torino e Bologna hanno dato prova di essere due moderne fucine di talenti, destinate sempre più spesso ad incrociare i propri destini per offrire al mondo della musica nuove occasioni per cui salire alla ribalta. Forse è proprio per questa strana legge di attrazione che Suz, al secolo Susanna La Polla, musicista bolognese, si è spinta nella fredda ma ormai non più così grigia Torino per registrare il suo album di debutto da solista.

Shape of Fear and Bravery parla di paura e coraggio, di storie e di anni da mettere in musica. Nato al No Mad Studio dal sapiente lavoro della stessa Suz in collaborazione con Ezra (dj, produttore ed ex membro dei Casino Royale), Alessio Argenteri (che ha dato un contribuito consistente in diversi pezzi con il suo virtuosissimo basso) e molte altre braccia rubate all’underground italiano, questo album dal vago sapore trip-hop è capace di incantare principalmente per l’uso sapiente della voce, calda e melodiosa che viaggia sempre su due registri.

Si comincia con Gathering, una canzone di grande impatto in cui echi dubstep giocano con l’arpa elettronica e il synth (abbinamento questo forse poco usuale, ma di sicuro effetto), per poi passare a ritmi più elettronici con Fear, a sviscerare con Alessio al basso ed El Reverendo M alle percussioni elettroniche i limiti che la paura impone alle nostre vite. Con Choke le atmosfere si fanno più trip-hop anni ’90 dal forte accento anglosassone, conducendoci verso sonorità drum’n’bass nella traccia più interessante di questo cd: in Countdown le sequenze del basso elettronico vengono ingentilite dall’arpa e sferzate sul finale dall’intervento del sax.

In chiusura annoveriamo Hell is absence, dove la sola voce e un Fender Rhodes ci portano lungo i malinconici sentieri del distacco e della mancanza e Release, in cui ritmi orientaleggianti e batteria elettronica lasciano spazio al violoncello.

Grazie anche a collaborazioni di sicura efficacia, Suz è riuscita a dare vita a un album dal forte potenziale, ricco di influenze d’oltremanica e d’oltreoceano, ma indubbiamente vendibile anche a casa nostra.

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Simona Fusetta
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