Slipknot: All Hope Is Gone

All Hope Is Gone è puro veleno musicale made in USA

Slipknot

All Hope Is Gone

(Cd, Roadrunner, 2008)

thrash metal

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Il quarto album degli Spliknot, [i]All Hope Is Gone[/i], consegna la band alla mainstream del nu-metal. Gli strappi con la tradizione sono estremamente contenuti e anzi si avverte nella composizione del disco un certo bisogno di indirizzarsi ad un pubblico più vasto e uscire dal “ghetto” della musica underground.

[i]All Hope Is Gone[/i] è un’iniezione di pura adrenalina. L’abilità della formazione statunitense di trasformare la brutalità in musica è sicuramente straordinaria. La batteria di Jordison sembra vomitare una pioggia battente di insulti, mentre le chitarre di Root e Thomson fanno stridere l’aria, tessendo melodie incandescenti e offensive. Si tratta di un disco composto da puro veleno americano!

Frutto, probabilmente, della terribile congiuntura che gli States hanno vissuto negli ultimi tempi, [i]All Hope Is Gone[/i] raccoglie il meglio e il peggio del genere a cui fa riferimento. Non ci sono significative innovazioni nel linguaggio musicale degli Slipknot, ma ogni cliché è eseguito con estrema perizia e con grandissima energia. Peccato che nel corso del disco si registrino dei terribili cali di stile e di intensità, del tutto inspiegabili. Passaggi melodici poco riusciti e del tutto privi di mordente sono delle secche, in cui si va ad arenare la nave d’assalto degli Slipknot.

Nel suo complesso il disco offre sia delle buone prove tecnico-compositive, come nel caso di [i]Vendetta[/i], sia degli oltraggiosi punti morti, come Dead Memories, esaltando da un lato le grandi qualità della band, e dall’altro rimarcandone i maggiori limiti.

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Luigi Raffone
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